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Gravidanza, parto e allattamento abbassano l’udito delle donne

Ipoacusia e Sordità: differenze

Prima di concentrarsi sugli effetti dell’evento nascita sull’udito, è bene distinguere le varie tipologie di alterazioni. Intanto, per ipoacusia si intende un’abbassamento dell’udito (sordità parziale) dovuto a un danno o indebolimento di una o più strutture dell’orecchio.

Per sordità, invece, si intende una lesione dell’orecchio, causata da eccessiva esposizione ai rumori, assunzione di farmaci (antibiotici, in primis), o lesioni meccaniche vere e proprie. L’insorgenza può essere congenita; per tale ragione viene eseguito uno screening specifico attraverso test audiologico.

La sordità nel 40% dei bambini può dipendere da fattori non genetici, come ad esempio infezioni virali, contratte dalla mamma in gravidanza; tra queste c’è la Rosolia, o l’assunzione di antibiotici come gli aminoglicosidi. Il tutto chiaramente se ci sono già fattori di rischio predisponenti.

Ipoacusia e DHA

La gravidanza, il Parto e l’Allattamento abbassano l’udito?

Esistono ancora diversi professionisti che sconsigliano alle donne affette da ipoacusia, monolaterale o bilaterale, di partorire spontaneamente; essi, infatti, sostengono che lo sforzo delle spinte può compromettere le capacità uditive. Quanto c’è di vero in questa credenza? Assolutamente nulla.

Intanto, la Letteratura Scientifica non annovera alcuno studio o evidenza che non raccomandi alle donne, affette da questa patologia, di partorire; esse sono perfettamente in grado di affrontare un travaglio, alla pari di qualunque altra futura mamma.

Addirittura, alcuni sconsigliano l’allattamento materno perché potenzialmente capace di abbassare ancora di più l’udito; anche questo, per fortuna, è falso.

Ipoacusia e DHA

Ginecologi e Otorinolaringoiatri consigliano caldamente l’allattamento materno, ma incoraggiano l’assunzione di integratori contenenti DHA, come anche durante la gravidanza.

Il DHA, ovvero l’acido docosoesanoico, è importante perché implementa le zone della corteccia cerebrale, che coinvolgono l’olfatto, la memoria, l’apprendimento e anche l’udito.

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Quando allarmarsi in gravidanza?

L’unico caso, fortunatamente molto raro, che correla la patologia uditiva alla gravidanza e all’allattamento è l’otosclerosi; essa si può risolvere solo mediante intervento chirurgico. L’otosclerosi è un’alterazione osteodistrofica della capsula labirintica.


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Questa disfunzione è correlata a squilibri di tipo ormonale, che sono chiaramente tipici della gravidanza. Per lo stesso motivo alcune donne, già predisposte, possono soffrirne anche a seguito di terapie ormonali (contraccettivi).

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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