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Baby sitter lavoro poco riconosciuto in Italia: il motivo

Perché il mestiere di baby sitter non è riconosciuto abbastanza

Fare la baby sitter è uno dei compiti che relegano la sua figura in un ambito poco riconosciuto. Questo è vero soprattutto in Italia, come mai? Eppure non è da sottovalutare l’impegno e le responsabilità che gravano su questo tipo di occupazione. Cerchiamo di capire il perché.

Fare la baby sitter è un lavoro su cui molte giovani ripiegano per mantenersi prima di trovare un’altra occupazione. Il fatto che in Italia non abbia il riconoscimento e l’attenzione che merita, induce ancor di più ad “arruolare” numerose baby sitter senza nè arte nè parte. Questo è assolutamente un fatto grave dal momento la mansione della baby sitter riguarda proprio di occuparsi dei bambini.

Avere a che fare con i bambini significa tutelare questi ultimi quando i genitori sono assenti perché impegnati con il lavoro e dunque sono costretti a delegare e ad affidare ad una persona esterna alla famiglia la crescita e l’educazione dei figli. Eppure fare la tata è considerato un lavoro che si sceglie forzatamente in assenza di un posto più rilevante. Perché questo accade?

Probabilmente perché non esiste un percorso di formazione riconosciuto che certifichi le capacità e le competenze che una baby sitter deve possedere. Dunque ciò porta a non considerare come rilevante il ruolo che questa figura effettivamente ha.

Se si sceglie di cercare una baby sitter è chiaro che si farà attenzione a tutte quelle caratteristiche essenziali (empatia, capacità di ascolto, carattere tranquillo ma determinato) che fanno della baby sitter un’ottima tata. Ma se non sono competenze certificate è chiaro che tutte possono diventarlo.

Non si può improvvisarsi baby sitter solo perché si ha la necessità di mettere un gruzzoletto da parte. È troppo importante avere invece il talento e la predisposizione ad esserlo. Ne vale la crescita ed il benessere anche psicologico dei figli.


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Per diventare baby sitter è necessario possedere requisiti ben definiti che non si evidenziano solamente attraverso un colloquio di 10 minuti. Affidare i figli ad una persona estranea alla famiglia è una grandissima responsabilità e preoccupazione. Dunque basarsi su una certificazione delle competenze pone la baby sitter su un altro piano.

Laureata in Psicologia Clinica e di Comunità, adoro il mondo dei bimbi trascorro con loro la maggior parte del mio tempo facendogli da tata. Mi diletto a scrivere per Passione Mamma e ciò mi riempie di gioia e soddisfazione. Sogno di scrivere un libro dedicato al mondo delle donne in dolce attesa, perché ritengo sia davvero straordinario ciò che la natura ci ha donato. Email: f.fiore@passionemamma.it

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