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“Allattamento è… ovunque lo desideri”, la campagna a favore dell’allattamento al seno nei luoghi pubblici: intervista a Raffaella Sottile

Allattamento è… ovunque lo desideri: la campagna

Sempre più spesso sentiamo parlare di mamme offese, derise e discriminate perché decidono di allattare i figli in luoghi pubblici. A tutela delle donne coinvolte in queste circostanze è nata la campagna di sensibilizzazione Allattamento è… ovunque lo desideri, in occasione della quale è stato istituito il primo sportello nazionale dedicato.

L’intervista a Raffaella Sottile

PassioneMamma ha contattato l’ideatrice della campagna, Raffaella Sottile. La donna, madre di due figli, dopo essere stata accusata di “avere sempre le tette di fuori” dai gestori di uno stabilimento balneare di Taggia, in provincia di Imperia, si è fatta portavoce di tutte quelle mamme che reclamano il diritto ad allattare ovunque vogliano.

Come è nata questa iniziativa?

L’iniziativa nasce come proseguimento di questa campagna di sensibilizzazione che è supportata ad oggi da più di 37.000 sostenitori attivi a livello nazionale in merito all’allattamento nei luoghi pubblici. La campagna è partita un anno fa, esattamente all’inizio della SAM 2016 in concomitanza con la Settimana Mondiale dell’Allattamento. C’è stato un percorso importante di crescita per informare, sensibilizzare e fare comunicazione intorno all’argomento.

La sua storia ha fatto molto discutere, cosa ricorda di quella esperienza?

È stata un’esperienza forte che sul piano emotivo è tremenda da vivere. É difficile immaginare che le parole possano avere un peso così profondo fino a quando non vieni conivolto in prima persona in una situazione del genere dove non hai nulla che ti possa realmente far sentire a disagio o una poco di buono, oppure scandalosa solo perché stai dando da mangiare a tuo figlio. Che sia stata vissuta ed interpretata in questo modo mi ha lasciato scossa e mi ha turbato.

Dialogo e cooperazione tra mamme: c’è una storia che l’ha particolarmente colpita?

Le storie in realtà mi hanno colpito tutte nel momento in cui tra noi mamme è scattata una certa solidarietà ed un lavoro comune. Tutte le storie hanno qualcosa di brutto che non dovrebbe mai essere vissuto, non c’è una vicenda particolare per la quale sono rimasta più dispiaciuta rispetto ad un altra. Queste circostanze non dovrebbero esistere. Dalla mamma invitata a lasciare un bar o un ristorante, ad un’altra che viene invitata ad andare ad allattare in toilette perché dà fastidio. Sono tutte cose molto forti che non si possono paragonare.

Altri progetti in mente?

Sì, ci sarà un gran lavoro per il 2018 perché stiamo lavorando ulteriormente sulle campagne di sensibilizzazione e comunicazione riguardo l’argomento. Lo sportello è solo un’azione temporanea, ma verrà fatto crescere e verranno coinvolti anche altri operatori del settore in modo che le mamme abbiano sempre più servizi a disposizioni e più informazioni per riuscire a gestire in autonomia questo tipo di situazioni quando capitano.

Per ora la difficoltà principale è infatti stata questa: una mamma, spesso, se si trova in una condizione di disagio durante l’allattamento in pubblico lamenta un certo imbarazzo, tanto da non riuscire ad intervenire in autonomia.

È importante dare delle linee guida, noi questo lo faremo attraverso la collaborazione con l’avvocato Maria Cristina Petrolo che ha molta esperienza sull’argomento. C’è ancora tanto lavoro da fare, far crescere lo sportello, lavorare sulla campagna di comunicazione ed andare avanti in questo modo.

Ha un messaggio da lanciare alle mamme?

Non lasciarsi intimorire, ma informarsi ed aggiornarsi sull’argomento perché ci sono dei diritti che tutelano la mamma ed il bambino in questa determinata circostanza. Quando una mamma è consapevole ed informata sicuramente non viene prese alla sprovvista, riesce a gestire il momento attraverso anche queste informazioni e tutto diventa più semplice da gestire. Spesso non sappiamo chi ci si può presentare davanti, possiamo trovare anche persone molto sgarbate che risultano poi offensive e non tutte hanno la determinazione per rispondere. Questo è il mio consiglio.

Per qualunque informazione sull’argomento o se anche voi siete rimaste vittime di questo tipo di soprusi, contattate il sito web www.woodoostar.com.

Studentessa di Lettere a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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