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Neonata muore in sala parto per lite tra medici: il gesto della Asl nei confronti dei genitori

Bimba muore in sala operatoria per una lite tra medici: la Asl risarcisce i genitori

Svolta nella vicenda della bimba coratina morta nel maggio 2016 durante il parto in un ospedale barese, dopo un cesareo d’urgenza effettuato in ritardo, secondo gli inquirenti, a causa di una lite fra medici. Oltre un anno dopo quel tragico evento, la Asl di Bari ha infatti risarcito i genitori con una somma di 440mila euro.

I fatti risalgono al 3 maggio 2016

Ma ripercorriamo la vicenda: è il 3 maggio quando all’ospedale viene alla luce una bimba senza vita. La partoriente era stata ricoverata già 48 ore prima, alla quarantunesima settimana di gestazione. Da tutti i controlli precedenti al parto cesareo, eseguito dall’equipe di turno, pare non siano emersi segnali di sofferenza del feto.

Fu aperta un’indagine

Parte, a questo punto, un’indagine interna all’ospedale. La Gazzetta del Mezzogiorno rivela che sarebbe stato un bisticcio tra i medici a ritardare l’intervento sulla donna, e di conseguenza a provocare la morte della piccola. I Nas di Bari, fanno luce su quanto accaduto.

Il motivo della lite

La sala operatoria normalmente utilizzata dai ginecologi era occupata, così i medici decisero di utilizzarne un’altra. Nella stessa aula, però, stava arrivando una paziente che doveva subìre un intervento di appendicite.

Secondo quanto asserito dagli inquirenti, per stabilire quale delle due pazienti dovesse essere operata per prima, scoppiò una lite fra i medici. Ne conseguì che il cesareo venne effettuato circa un’ora e mezza dopo.

Un ritardo che sarebbe risultato fatale per la piccola, rimasta strozzata dal cordone ombelicale.

Passo avanti

Il fatto, che fece scalpore in tutta Italia – complice anche il servizio mandato in onda sul programma tv Le Iene – ha avuto oggi un ulteriore sviluppo. La Asl di Bari – scrive Coratolive.it – ha provveduto a risarcire i genitori della bambina morta con una somma di 440 mila euro.

Otto medici, tuttora al lavoro nella struttura sanitaria, sono ancora sotto indagine, ma il risarcimento di oggi pecuniario mette il primo punto fermo nella vicenda.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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