foto_marker_diabete_gestazionale

Scoperto marker del sangue che predice il diabete gestazionale

Scoperto marker del sangue che predice il diabete gestazionale: il nuovo studio

Un nuovo studio condotto dai ricercatori di Brigham ha scoperto l’importanza del GCD59, un biomarker per il diabete. Il dosaggio di tale sostanza potrebbe essere effettuato tra le 24-28 settimane di gravidanza. Questa ricerca ha identificato, con alta sensibilità e specificità e quindi con maggiore precisione, le donne con diabete gestazionale.

I livelli di GCD59 sono stati associati alla probabilità di dare alla luce un neonato grande per l’età gestazionale. Il diabete gestazionale è un tipo di diabete che si verifica durante la gravidanza di una donna, aumentando il rischio della madre di avere un bambino di grandi dimensioni per la gravidanza. Ciò può portare a una nascita prematura, a rischi fetali, mortalità perinatale e al taglio cesareo.

Il diabete gestazionale è anche un fattore di rischio per la pre-eclampsia e l’ipertensione gestazionale, patologie frequenti in gravidanza. Il trattamento del diabete gestazionale può ridurre il rischio di esiti negativi della gravidanza. Per questo motivo, le linee guida suggeriscono lo screening di tutte le donne con la famosa curva da carico.

Diabete gestazionale

Questa tecnica, però, può essere fastidiosa per la donna e ha scarsa riproducibilità. L’obiettivo primario del team della ricerca è stato quello di valutare la precisione diagnostica del biomarker del diabete, GCD59, nella predizione dei valori positivi.

Il gruppo di ricercatori ha condotto uno studio con 1.000 donne in gravidanza. Queste donne hanno ricevuto cure prenatali standard: 500 donne che avevano una curva da carico normale e 500 donne positive. I ricercatori hanno scoperto che, rispetto ai soggetti di controllo, il valore medio del GCD59 era più alto nelle donne con curva da carico positiva.

Questo è il primo studio per dimostrare che un’unica misurazione nel sangue del marker GCD59 può essere usata come metodo per identificare donne con un rischio maggiore. Naturalmente il rischio è relativo al diabete gestazionale.

I ricercatori hanno scoperto che i livelli plasmatici elevati del GCD59 sono associati ad un rischio di macrosomia. La macrosomia è la caratteristica dei neonati con un peso maggiore alla norma.

Questi risultati suggeriscono che un’unica misurazione del plasma del GCD59 può contribuire a ridurre il rischio del diabete. Inoltre potrebbe evitare i rischi associati alla nascita di feti grandi per l’età gestazionale.

Naturalmente, se questi risultati saranno ulteriormente confermati da studi multicentrici, è possibile che il test GCD59 sarà disponibile nelle pratiche cliniche nei prossimi anni.

23 anni di Catanzaro - ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E' l' avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. "Ho visto in sala parto la potenza delle cose" il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. Possiedo un master presso l' Università di Firenze, con diverse competenze ecografiche e cliniche. Email: c.polizzese@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *