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Buoni pasto, cambia tutto dal 9 settembre: le nuove regole

Buoni pasto, cambia tutto: si alla cumulabilità

Dal 9 settembre si potranno spendere legalmente i buoni pasto in oltre 120.000 esercizi commerciali in tutto il Paese. E, soprattuto, si potranno spendere anche per il caffè o per acquistare la verdura dal produttore direttamente. Entra infatti in vigore il decreto del ministero dello Sviluppo economico che estende la possibilità di pagamento con ticket anche a bar, negozi, a tutte le attività di vendita dei produttori diretti e addirittura agli agriturismi.

Il nuovo decreto in vigore da domani

Non solo: diventa lecita pure la consuetudine della cumulabilità. Sarà quindi possibile usare più buoni pasti contemporaneamente, con un tetto massimo di 8 ticket spesi nello stesso acquisto. Resta invariato invece il divieto di cedibilità e il buono pasto può essere utilizzabile solo se datato e sottoscritto dal titolar perché “sono utilizzabili — spiega il decreto — esclusivamente per l’intero valore facciale“.

Buoni pasto: cosa sono?

Ma cosa sono i buoni pasto? Nati come servizio sostitutivo delle mense aziendali per i lavoratori, i buoni pasti stanno assumendo sempre di più la forma dei buoni spesa. Diventano di fatto come monete parallela defiscalizzata e decontribuita.

Dopo anni di discussioni e rimpalli, i buoni pasto sono diventati una realtà. I buoni pasto sono spesso finiti al centro delle critiche, soprattutto da parte dei piccoli ristoratori che denunciano di vedersi scaricare addosso i ribassi che le compagnie di emissione offrono per aggiudicarsi le gare di amministrazioni pubbliche.

Secondo i dati raccolti da Edenred, leader anche in Italia con una quota di mercato del 45% con 55mila aziende clienti, più di 100mila esercizi commerciali e 1,5 milioni di utilizzatori finali al giorno, nel giro di un paio d’anni i ticket elettronici arriveranno a rappresentare la metà del mercato: nel 2016 l’azienda ha registrato un aumento dell’85% sui volumi da card elettroniche.

Oggi le commissioni tra elettronico e cartaceo sostanzialmente si equivalgono, per limitare i costi di installazione noi ci appoggiamo a un sistema di incasso che già esiste – commenta Andrea Keller, amministratore delegato dell’azienda per l’Italia – Certo il nostro Paese sconta la carenza di infrastrutture tecnologiche“.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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