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Acido folico in gravidanza previene l’autismo nel bambino

Acido folico in gravidanza

Le Linee Guida raccomandano l’assunzione di acido folico in gravidanza, in quantità di 0,4 mg al giorno. Tecnicamente, la sua somministrazione dovrebbe iniziare almeno un mese prima del concepimento, soprattutto se si programma di avere un figlio. L’acido folico in gravidanza è utile e fondamentale per prevenire i difetti del tubo neurale, come la spina bifida; questa è una rara malformazione della porzione terminale della colonna vertebrale.

Acido folico e Autismo: lo studio

L’uso di acido folico in gravidanza riduce il rischio che il neonato sviluppi disturbi dello spettro autistico, legati all’esposizione da pesticidi. Lo studio ha analizzato un campione di 296 bimbi, tra i 2 e i 5 anni, a cui era stato diagnosticato l’autismo e di altri 220 che non l’avevano. Alle mamme è stato chiesto circa l’assunzione di acido folico e l’esposizione ai pesticidi durante la gestazione.

Chiaramente, questa informazione è stata arricchita da un database che registra l’uso di alcune sostanze nelle aree limitrofe alla residenza dei soggetti presi in studio.

Rebecca Schmidt, tra gli autori della ricerca, ha affermato: “Abbiamo trovato che se le mamme avevano preso l’acido folico nel periodo del concepimento il rischio associato ai pesticidi sembra attenuato. Le donne in gravidanza dovrebbero evitare l’esposizione, ma se vivono in zone rurali questo potrebbe essere un modo per diminuire l’effetto“.

Acido folico e Autismo: lo studio

Risultati della ricerca

Per avere risultati, lo studio ha dimostrato che la giusta quantità di acido folico è di 800 mg al giorno; quest’ultima è normalmente contenuta in tutti i supplementi in vendita per gestanti.

L’esposizione ai pesticidi e la mancata assunzione di acido folico aumentano il rischio di autismo; questo esito si oppone a un altro studio recente che aveva associato l’autismo ad alti livelli di acido folico nel sangue materno.


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Eppure non sembrerebbe molto contrastante come idea, visto che la chiave della questione è la giusta quantità, senza riduzioni o improvvisi incrementi del dosaggio.

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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