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Parto in casa: come richiedere il rimborso per chi lo sceglie

Parto in casa? Arriva il rimborso: ecco come

Aspettare la cicogna a casa? Ora si può. La Regione Lazio dà infatti il via libera alla possibilità di rimborso forfettario per le future mamme che decidano di dare alla luce un figlio al di fuori delle strutture ospedaliere, scegliendo di partorire in casa o presso i centri di nascita.

Perché il parto in casa

Sono tante, infatti, le mamme che desiderano partorire il proprio bambino in un luogo familiare, circondate dai propri affetti e dalle proprie comodità. Il parto in casa segna una sorta di ritorno al passato, un momento di condivisione, un’esperienza comunitaria intensa ed unica nella vita. Le gestanti che scelgono questa strada, potranno allora usufruire di un rimborso per le spese sostenute.

Come chiedere il rimborso

Come? Bisogna prima di tutto informarsi presso l’ASL di riferimento se c’è la possibilità di usufruire di questa opportunità. Potete altrimenti rivolgervi direttamente al sito dell’azienda sanitaria, dove è possibile scaricare i moduli necessari e consegnarli entro 15 giorni dalla nascita del piccolo, insieme alla ricevuta fiscale relativa al compenso della prestazione effettuata.

Le ostetriche

Questo contributo servirà soprattutto per le due ostetriche che aiuteranno la mamma a partorire e per tutta l’attrezzatura necessaria per raggiungere lo scopo. L’assistenza deve essere infatti fornita da due ostetriche regolarmente iscritte all’albo.

La “prima” ostetrica, negli ultimi cinque anni, deve avere effettuato almeno 20 parti in ambito extraospedaliero o deve avere maturato esperienza di parto in autonomia presso la sala parto di una struttura ospedaliera. La “seconda” ostetrica deve possedere un’esperienza di affiancamento di assistenza al parto extraospedaliero o di volontariato o stage di addestramento post laurea triennale acquisita preso sale parto di strutture ospedaliere accreditate.


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Requisiti necessari

Il parto in casa deve avvenire in tutta sicurezza e in condizioni di gravidanza fisiologica di un solo bambino, già in posizione, in un periodo che rientra tra la 37° e la 41° settimana di gestazione. Indispensabile è l’insorgenza spontanea del travaglio e che il liquido amniotico sia limpido. In caso di emergenza, mamma e neonato dovranno essere trasferiti presso la struttura accreditata precedentemente individuata.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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