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Il microbioma vaginale influenza il rischio di parto pretermine

Microbioma vaginale

Il microbioma rappresenta tutti i microrganismi presenti in un determinato ambiente; questi nascono sia dal patrimonio genetico che dall’influenza dell’ambiente circostante. Molto si parla oggi del microbioma intestinale e del suo ruolo nello sviluppo del neonato; eppure sta prendendo piede una nuova ondata di studi che studiano l’interazione tra il microbioma vaginale e il parto prematuro. Inoltre, di recente, proprio il microbioma della vagina è stato studiato nei casi di infertilità idiopatica, ovvero quella che non trova altre spiegazioni patologiche.

Microbioma vaginale e parto pretermine

Una ricerca, pubblicata dall’American Journal of Obstetrics and Gynecology, ha stabilito che i cambiamenti del microbioma vaginale nel I e nel II trimestre sono associati al parto pretermine; quest’ultimo si verifica prima di 37 settimane solo nel 7-8% delle gravidanze totali. Molly Stout, autrice dello studio presso la School of Medicine di Washington, a St. Louis in Missouri, sostiene questa teoria, che sarebbe supportata da evidenze scientifiche. La coorte di donne scelta è la prima a prevalenza afro-americana.

Microbioma vaginale e parto pretermine

Lo studio sul microbioma vaginale e parto pretermine

I ricercatori hanno usato il sequenziamento del 16S rRNA (RNA ribosomale) per caratterizzare il microbioma vaginale in un campione di 77 donne, con 149 tamponi vaginali eseguiti e analizzati in gravidanza; di queste il 60% erano afro-americane, e il 31% ha avuto un parto prematuro. Tutte le donne che hanno affrontato un parto pretermine avevano in comune una qualità e una quantità della flora vaginale più scarsa; motivo per cui questa instabilità batterica è stata correlata alla nascita prima di 37 settimane.

Dal momento che la differenza è evidente tra il I e il II trimestre, lo scopo dello studio è quello di monitorare le gestanti già dall’inizio, e individuare coloro che esprimono un maggiore rischio potenziale di partorire prima del termine. Tutto ciò porterà più facilmente alla creazione di un trattamento preventivo che riduca l’incidenza di neonati prematuri e delle complicanze a essi associate.

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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