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Come fare il bagnetto al neonato

Come fare il bagnetto al neonato

Primo bagnetto al neonato? Ecco qui alcuni semplici suggerimenti per vivere questo momento e tutti quelli a seguire nel modo più piacevole possibile! Il bagnetto rappresenta spesso una fase del tutto particolare per la nuova famiglia. Infatti, se vissuto serenamente da quest’ultima, può rappresentare un utile mezzo per rafforzare la relazione con il neonato, tanto da divenire un vero e proprio rituale. Dopo il primo bagnetto, che solitamente si svolge nelle ore immediatamente successive al parto con l’aiuto del personale sanitario di riferimento, i genitori trovano i loro personali modi e tempi per dedicarsi a quest’attività tra le proprie mura domestiche.

Non esiste un momento perfetto per lavare il bambino; saranno i genitori a decidere quando fare il bagnetto al neonato, sulla base dei suoi ritmi e bisogni. Se fatto poco prima della poppata e se il bambino si rilassa e lo gradisce, può senza dubbio agevolare l’allattamento e magari, proprio in questa circostanza, il papà può ritagliarsi il suo personale spazio di coccola con il proprio cucciolo.

Sul come lavare un neonato, c’è poco da dire: ogni genitore è perfettamente in grado di entrare in relazione con il proprio cucciolo e di occuparsene come meglio crede. L’unica accortezza può essere quella di immergere il bimbo in acqua, il più possibile, almeno fino al collo e alle spalle, in modo che non patisca freddo e di trattare la sua testa con particolare cura e delicatezza.

Quindi, cari mamme e papà, non abbiate paura di toccare, accarezzare o massaggiare il vostro cucciolo! Lui saprà che vi state prendendo cura di lui e non potrà che gradirlo!

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Bagnetto neonato

Per il primo bagnetto a casa sarebbe auspicabile immergere il bambino in acqua solo dopo la caduta del moncone ombelicale, che avviene in media entro 7 – 10 giorni dalla nascita.

Per quanto riguarda la vaschetta per il bagnetto del neonato , non vi sono particolari indicazioni da seguire, se non che si trovi in una posizione sufficientemente comoda da permettere una buona presa di quest’ultimo da parte dei genitori. Se poi la vaschetta per il bagnetto ha dimensioni ridotte e lo permette, è possibile far aderire i piedini del neonato ad uno dei suoi bordi, durante l’immersione, in modo che egli possa sentirsi il più possibile contenuto ed accolto.

Infatti, uno degli scopi principali del bagnetto nei neonati è proprio la volontà di riproporre le caratteristiche dell’ambiente intrauterino, a loro familiare.

La temperatura per il bagnetto del neonato dovrebbe essere simile a quella che il piccolo percepiva all’interno dell’utero della mamma (ovvero intorno ai 36 – 37 gradi), ma per regolarla non è necessario utilizzare un termometro. È sufficiente immergere il proprio gomito nell’acqua che dovrebbe risultare tiepida. Ritrovando un ambiente simile a quello della pancia della sua mamma, il bambino tenderà a rilassarsi molto nell’acqua ed il bagnetto diventerà una vera e propria coccola per lui e per i genitori.

Se il neonato lo apprezza, non vi sono controindicazioni nel fare il bagno dopo mangiato, purché l’acqua venga mantenuta alla giusta temperatura. Con questa accortezza, la digestione del neonato non viene ostacolata anche in caso di bagnetto dopo la poppata. Addirittura, se la mamma lo desidera, può tranquillamente allattare il bambino mentre si fa un bel bagno caldo, in quanto il contatto pelle a pelle non può che facilitare l’attacco al seno!

OSTETRICA appassionata ed orgogliosa di lavorare OGNI GIORNO al fianco delle donne. Laureata all'Università di Bologna, decido di diventare Consulente in Allattamento e poi di proseguire gli studi, conseguendo un meraviglioso Master a Firenze! Ora, oltre a lavorare come ostetrica volontaria in Consultorio, organizzo Incontri di Accompagnamento alla Nascita sul territorio di Bologna.

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