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Fumare in allattamento danneggia il latte e crea rischi per il bambino

Fumare in allattamento

La questione fumo e allattamento è da sempre molto accesa. Fumare durante l’allattamento è possibile, ma con le dovute accortezze. Cosa comporta fumare in allattamento? La donna che fuma espone il suo bambino a un rischio maggiore di SIDS (ovvero la morte improvvisa del lattante) perché l’ambiente circostante risente del fumo di sigaretta; ecco perché sarebbe meglio non fumare in presenza del piccolo.

Inoltre, va ricordato che la nicotina passa nel latte materno con un’emivita di poco più di due ore; in questo lasso di tempo il latte conterrà la sostanza. Le fumatrici che praticano l’allattamento esclusivo, e quindi a richiesta di mamma e bambino, non possono evitare di dare questo latte contaminato.

Cosa provoca il fumo? Il neonato è maggiormente soggetto ad apnea, vomito, allergie e problemi della crescita. Quindi è vero che fumare blocca la crescita, in allattamento come in gravidanza; pertanto si consiglia di ridurre il numero di sigarette giornaliere.

Quante sigarette si possono fumare al giorno? Fumare una sigaretta al giorno non è dannoso o rischioso, sebbene il range dovrebbe mantenersi sempre sotto le 5. In poche parole è consentito in media fumare 3 sigarette al giorno.

Fumare poco può essere un buon pretesto per non bloccare la nutrizione al seno, visto che è sempre meglio il latte della mamma a qualsiasi latte artificiale. Il discorso è diverso per la questione alcool e allattamento, poiché esso è assolutamente da evitare; recentemente è stata, inoltre, smentita la falsa credenza secondo cui la birra aumentasse il quantitativo di latte prodotto dalla ghiandola mammaria.

Allattamento

Allattamento

Allattare è la norma biologica e la normale prosecuzione della gravidanza. Ogni mamma dovrebbe essere informata sui benefici di allattare al seno, per sé stessa e per il piccolo.

Allattamento al seno fino a quando? L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di allattare almeno per 6 mesi, meglio ancora per un anno o comunque fino a quando mamma e bambino lo vogliono.

La mamma che allatta dovrebbe essere tutelata e incoraggiata; molte infatti decidono di porre fine all’allattamento perché vige molta disinformazione. Per esempio in passato si pensava che la fumatrice avesse un allattamento a rischio; come già detto, però, anche il latte di una donna che fuma supera ogni tipo di altra nutrizione artificiale. Oppure ancora, molte mamme evitano di allattare perché pensano di dover fare una preparazione particolare; così invece non è. perché il seno dopo l’allattamento e anche prima, non necessita di trattamenti particolari.

Infine, va ricordato che non è vero che chi allatta non può rimanere incinta; il problema ciclo e allattamento sta nelle modalità in cui si allatta. Il LAM (lactational amenorrhea method) fa si che si possa allattare senza che arrivino le mestruazioni, ma funziona solo se c’è un allattamento assiduo; infatti, anche la notte l’intervallo tra una poppata e l’altra non deve superare le 4-5 ore.

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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