foto_morbillo

Morbillo, allarme in Italia: il Lazio è la regione più colpita

Nelle ultime settimane il Ministero della Salute ha lanciato l’allarme morbillo. I casi sono aumentati di circa il 230% in tutta Italia rispetto allo scorso anno nel medesimo periodo. Il Lazio è una delle regioni più interessate da questo vertiginoso aumento di casi. Nei primi mesi del 2017 sono oltre 300 i casi registrati nella regione Lazio. Una circolare riguardante l’allarme morbillo è stato inviato a tutte le Asl, i medici ospedalieri, i medici di famiglia, pediatri e specialisti dal direttore del Servizio Regionale per la Sorveglianza delle Malattie infettive.

312 casi nei primi 3 mesi del 2017

Nei primi mesi del 2016 i casi di morbillo nel Lazio erano stati 107. Quest’anno in soli tre mesi sono stati registrati 312 casi. In particolare i 312 casi sono stati registrati dal 1 gennaio al 19 marzo. Il numero dei casi è quasi triplicato: è infatti +290%.

La classe più colpita dalla malattia non è quella dei bambini: la maggior parte delle persone colpite da morbillo si trovano nella fascia di età compresa tra 15 e 39 anni. Il 61,5% dei casi infatti comprende persone di questa fascia di età. 27 casi sono di operatori sanitari che hanno contratto la malattia: circa l’8,7%.

Di solamente 229 pazienti si conosce lo stato vaccinale: l’89,6% di essi non è vaccinato. Le persone colpite da morbillo inoltre si recano presso una Asl solamente 3 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Il 34% dei pazienti presenta complicanze come insufficienza respiratoria, epatite e encefalopatia.


Leggi anche: Morbillo sintomi, come riconoscerlo nel bambino


Nella circolare si raccomanda di incentivare e incoraggiare le vaccinazioni affinché si blocchi l’epidemia che sta interessando il Lazio e l’Italia intera.

La soglia di vaccinazione per il morbillo è infatti scesa sotto la soglia consigliata per evitare epidemie, ovvero il 95%. Tutti i medici hanno l’obbligo di segnalare alle Asl i casi sospetti entro 12 ore. Le Asl a loro volta devono svolgere le indagini epidemiologiche necessarie in tempi brevi.

Secondo quanto riporta la circolare, i casi devono essere segnalati in tempo anche per proteggere gli individui più suscettibili. I pronto soccorso devono realizzare aree apposite dove i pazienti devono essere muniti di mascherine e gli operatori sanitari di filtranti respiratori.

Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *