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Battesimo: 5 regole da seguire per la giusta scelta del nome

Il nome del Battesimo: 5 regole per sceglierlo bene

Il Battesimo è il primo – e probabilmente anche il più importante – tra i sacramenti che si ricevono. Questo rito va infatti a sancire l’entrata ufficiale di un nuovo cristiano nella Chiesa. Ecco perché bisogna seguire delle normative e delle regole, soprattutto nella scelta del nome. Quali? Vediamole insieme.

1. Consigliato un nome cristiano

Il codice di diritto canonico – cioè il codice normativo della Chiesa cattolica – recita: “I genitori, i padrini e il parroco devono aver cura che non venga imposto ai battezzandi un nome estraneo al senso cristiano”. Quindi, anche se non viene imposto, viene comunque consigliato un nome di un santo cristiano o comunque non del tutto escluso dal mondo della cristianità. Se al piccolo viene assegnato un nome particolare ed estraneo alla Chiesa, il parroco è tenuto ovviamente a battezzarlo.

2. Si possono dare più nomi al neonato

Molti genitori si domandano se sia lecito o meno dare più nomi a proprio figlio. In realtà la Chiesa non impone un limite al numero di nomi. Ovviamente sta al buon senso dei genitori non esagerare e scadere nel ridicolo. È possibile, comunque, battezzare il piccolo anche con il doppio o triplo nome. In quel caso, come nel precedente, il parroco non può astenersi dal farlo.

3. Si possono aggiungere nomi a quello usato per il Battesimo

I nomi registrati all’anagrafe all’atto di nascita del neonato non devono essere necessariamente uguali a quelli utilizzati per il battesimo. I genitori possono infatti aggiungere uno o più nomi a quello già usato per registrare il neonato all’ufficio anagrafe.

4. Usare il buonsenso

Abbiamo visto che la Chiesa non impone dei nomi, piuttosto li consiglia. In questo caso è opportuno allora che i genitori facciano riferimento al loro buonsenso e soprattutto al buongusto. Il Galateo, ad esempio, considera fuori luogo ed inopportuni i nomi di star della televisione o del cinema, i nomi abbreviati, i nomi eccessivamente composti, i nomi abbreviativi, i nomi stranieri (a meno che uno dei due genitori non lo sia).

5. Assicurarsi che il nome del piccolo sia a lui idoneo

Il codice canonico 855 oltre a recitare quanto già citato nel primo punto, dice anche che “i genitori, i padrini e il parroco abbiano cura che quello scelto sia un nome di cui, quanti sono battezzati alla nascita, abbiano poi ad essere soddisfatti”.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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