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Quando fare il primo viaggio con i bambini

Viaggiare è il modo migliore per conoscere, divertirsi e scoprire nuove cose. Tante coppie dopo la nascita di un figlio non coltivano più questa passione per molti motivi, credendo in primis che un bambino troppo piccolo non possa viaggiare. Ma è davvero così? Quando si può fare il primo viaggio con un bambino?

Non c’è un’età precisa che il piccolo deve avere per viaggiare: tutto dipende dal tipo di vacanza che si vuole fare. Per quanto riguarda i mezzi di trasporto non ci sono grandi problemi: i neonati possono prendere l’aereo senza alcun problema perché il loro organismo è adatto, come quello degli adulti, alle alte quote. L’unica accortezza da seguire è quella di dare qualcosa da succhiare (come il ciuccio) al neonato durante il decollo e l’atterraggio.

Anche il treno non ha alcun “effetto collaterale” per il viaggio del bambini: l’unico problema potrebbe essere determinato dalla lunghezza della tratta. Scegliere di viaggiare con i nuovi treni (le Frecce o Italo) è una scelta migliore rispetto al viaggio con i classici treni che impiegano più tempo e quindi di conseguenza il bambino può innervosirsi.

Anche l’auto è un buon mezzo di trasporto per fare un viaggio con un bambino perché ci si può fermare quando si vuole, per cambiare o nutrire il piccolo. Al contrario il pullman non è un mezzo ideale ad un viaggio con un bambino perché solitamente impiega molto tempo, non si può fermare quando vuole e nella maggior parte dei casi non ha neppure il bagno. Ma oltre la questione del trasporto, qual è l’età giusta per viaggiare con un bambino?

Se è un viaggio che prevede la visita ad un parente, quindi un soggiorno “statico” in una casa, senza bisogno di dover andare in giro per la città per tutto il giorno, si può fare già a partire dai primi mesi. Allo stesso modo neonati così piccoli possono fare con i loro genitori vacanze al mare, che quindi prevedono del tempo in spiaggia (in questo caso è importante evitare le ore più calde), vacanze alle terme, in agriturismi e comunque in luoghi dove non si ha l’esigenza di girare tutto il giorno.

Visitare una città (ad esempio le capitali europee) non è un viaggio adatto ad un bambino troppo piccolo perché implica lo stare in giro tutto il giorno e oltre a stancarsi il neonato, lo faranno anche i genitori. I bambini vanno cambiati spesso quindi si dovrebbe cercare in continuazione un bagno dove poter togliere il pannolino, e allo stesso modo un luogo dove poter allattare o scaldare le pappe o il latte. Inoltre bisognerebbe portare un passeggino per il neonato, ma anche in caso il piccolo camminasse, perché il bambino si stanca presto.


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Per visitare una grande città sarebbe meglio aspettare che il bambino abbia almeno 6 anni, così che possa camminare da solo senza stancarsi, mangiare ad orari normali e non abbia il bisogno di fare pipì o cacca ad ogni ora. Inoltre a quest’età il bambino inizia ad avere i primi ricordi e sicuramente la vacanza in una bella città italiana e non, rimarrà impressa nel cuore e nella mente.

Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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