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Quante ecografie bisogna fare in gravidanza?

Le mamme si chiedono spesso, non appena hanno la bella notizia di un test positivo, come devono organizzarsi per la gravidanza: quanti esami, visite o ecografie fare?

La prima gravidanza è sempre quella che maggiormente desta le paure più grandi, soprattutto nell’appropriatezza dei controlli per sapere che tutto stia procedendo nel verso giusto. In realtà, sono tanti gli input provenienti dal mondo medico, soprattutto in termini di visite ed ecografie.

Capita spesso che in gravidanza vengano proposte delle ecografie mensili nonostante la stessa gravidanza venga definita “fisiologica” e non dovrebbe richiedere un eccesso di controlli e medicalizzazione.

Qual è il numero di ecografie da fare in gravidanza?

In Italia sono in via di emanazione i nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) con una serie di PRESTAZIONI ESENTI DA TICKET PER LA TUTELA DELLA MATERNITÀ RESPONSABILE e, quindi, basilari per la gravidanza. In realtà, per quanto riguarda la gravidanza è ancora in vigore il decreto Bindi del 10 Settembre 1998, in attesa della sostituzione con i nuovi LEA.

Ecografia gravidanza

Le ecografie previste in gravidanza, attualmente, sono tre: una nel primo trimestre (che comprende la misurazione della translucenza nucale) tra le 11 e le 13 settimane più sei giorni, una nel secondo trimestre tra le 19 e le 21 settimane anche definita come ecografia morfologica e l’ultima nel terzo trimestre (cioè tra le 28 e 32 settimane di gestazione per valutare l’ accrescimento fetale).

In realtà la proposta dei nuovi LEA esclude ulteriormente l’ ecografia del terzo trimestre, definendola necessaria “solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna” , esprimendo chiaramente ciò sulla base dei recenti studi scientifici e sulla base delle più importanti evidenze ostetriche che sono state riscontrate negli ultimi anni.

Ovviamente, a queste ecografie se ne potrebbe aggiungere una iniziale per la diagnosi di gravidanza o, ancora, le cosiddette ecografie office. Le ecografie office possono essere correttamente eseguite anche dalle ostetriche, oltre che dai ginecologi, e rappresentano esclusivamente una valutazione di battito cardiaco fetale, presentazione placenta, liquido amniotico e presentazione fetale.

Infatti questo tipo di ecografie sono di supporto, e quindi aggiuntive, alla normale visita ostetrica ma non valutano né la morfologia né la crescita fetale, che invece sono prese in considerazione dall’ ecografia morfologica e da altri metodi di valutazione dell’ accrescimento fetale. Tra i “vecchi” ma poco usati (e a volte dimenticati) metodi ricordiamo la misurazione sinfisi-fondo (con un semplice misurino da sarta) eseguibile dalle ostetriche proprio per capire, senza eccedere nella medicalizzazione, come e quanto il bambino stia crescendo nella pancia della mamma, dall’ esterno e senza un eccesso di invasività nel trattamento.

23 anni di Catanzaro - ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E' l' avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. "Ho visto in sala parto la potenza delle cose" il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. Possiedo un master presso l' Università di Firenze, con diverse competenze ecografiche e cliniche. Email: c.polizzese@passionemamma.it

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