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Gravidanza extrauterina: i sintomi

Gravidanza extrauterina

La gravidanza extrauterina è una condizione di patologia ostetrica dove l’embrione non si impianta in utero. Essa fortunatamente rappresenta una situazione molto rara, che si stima in circa l’1,6%, sebbene sia cresciuta nell’ultimo decennio ma probabilmente grazie alle nuove tecnologie che consentono una diagnosi precoce. Le cause della GEU vengono distinte in anatomiche, ormonali ed embrionali. A livello anatomico la causa può essere una sindrome aderenziale che si interpone tra le tube rendendole ostili, oppure la presenza di fibromi uterini o malattie infiammatorie pelviche mai diagnosticate; tra le cause ormonali spicca sia l’eccesso di estrogeni che di progesterone, che impedirebbe il normale movimento dell’embrione verso la corretta sede di impianto; infine, vi sono le cause embrionali poiché specie in caso di fecondazione assistita l’embrione stesso potrebbe essere danneggiato e annidarsi troppo precocemente o troppo tardivamente.

Gravidanza extrauterina sintomi

In una GEU la rilevazione dei sintomi è fondamentale, specie perché in un primo momento c’è discordanza tra ciò che la donna riferisce e il dato oggettivo: l’ormone beta-hCG infatti cresce, ma molto lentamente e non raddoppia ogni 48 ore come in una gravidanza normale. I sintomi iniziali sono: nausea, vomito, affaticamento, piccole perdite ematiche, tensione al seno, e dolore addominale che è localizzato ai quadranti inferiori ed è, nei casi avanzati, particolarmente intenso e non paragonabile a un dolore mestruale.

Sintomi della gravidanza

Quali sono i sintomi di una gravidanza? L’amenorrea (assenza di ciclo mestruale) è sicuramente il sintomo che consente, in condizioni in cui vengano escluse patologie, di ipotizzare una gravidanza con molta facilità; tuttavia ci sono altre situazioni che si associano come le piccole perdite, l’aumento del seno, la nausea e il vomito al mattino, la sonnolenza e l’eccessiva stanchezza, piccoli crampi addominali associati a diarrea, mal di testa, e più andiamo avanti maggiore è lo stimolo di urinare. Ovviamente anche l’utero in gravidanza cambia di trimestre in trimestre, nel suo volume e nella sua consistenza e anche l’assetto ormonale, anche perché se il progesterone è basso, esso rappresenta un segno prognostico negativo. Il tutto perché il progesterone è un pro-gestativo e cioè favorisce la gravidanza; se invece i livelli si abbassano la gravidanza stessa tende a collassare.

Gravidanza ectopica

Qual è il significato di una gravidanza ectopica? Di norma se ecograficamente vediamo un endometrio ispessito, e quindi in trasformazione deciduale, ma la cavità uterina è vuota si pensa alla necessità di capire dove si colloca la camera gestazionale, spesso piccola proprio a causa dell’ostilità dell’ambiente ectopico. In una GEU l’impianto embrionale può collocarsi, infatti, nelle tube (la gravidanza tubarica è la più frequente), tra le tube e l’utero, tra le tube e le ovaie, nelle ovaie o addirittura in addome (spesso nelle anse intestinali). Tuttavia è possibile che la gravidanza sia uterina ma sempre fuori posto, come nel caso di gravidanze annidate nella cervice. I sintomi di una gravidanza ectopica rispetto a una gravidanza normale sono sovrapponibili, anche se in condizioni di fisiologia le perdite ematiche sono prive di dolore, mentre, come dicevamo, la GEU ha un dolore addominale tipico di situazioni che stanno gravemente precipitando fino allo shock materno.

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Test di gravidanza precoce

Molte donne quanto sono desiderose di una gravidanza fanno il test di gravidanza troppo precocemente, col rischio che la concentrazione ormonale sia ancora troppo bassa e risulti un falso negativo. Allora quando fare il test di gravidanza? Di norma una donna con un ciclo regolare può farlo già dopo un paio di giorni di ritardo; se invece i cicli sono irregolari sarebbe opportuno aspettare almeno dai 7 ai 10 giorni di ritardo mestruale. In tutto questo si può associare un’ecografia transavaginale perché molto più precisa di quella pelvica esterna nell’individuazione della camera gestazionale, ma anche qui vigono delle regole: a 5 ws di gestazione con l’eco interna è possibile vedere un’abbozzo riferibile all’embrione e al sacco vitellino, ma in realtà l’epoca giusta è da 8 ws, poiché diventa possibile avere un quadro diagnostico chiaro e percepire anche il battito cardiaco embrionario, senza uso di doppler. Inoltre, è possibile capire se si è incinta senza test, soprattuto nelle donne che sono abituate a osservarsi e studiarsi nelle più minime e blande modificazioni corporee, per tutte comunque il dosaggio nelle urine o nel sangue resta il gold standard.

Gravidanza senza sintomi

Difficilmente una gravidanza procede senza sintomi, ma quando accade non è assolutamente un problema! Anzi, la donna può solo ritenersi fortunata e godere in pieno di questo meraviglioso periodo che si appresta a vivere. Tuttavia, anche la comparsa di sintomi tardivi è del tutto passeggera e risponde ad alterazioni ormonali che troveranno da sole un normale stato di equilibrio. Va ricordato per l’appunto che la gravidanza non è una malattia, ma una condizione di transizione e cambiamento che comunque va vissuto in modo naturale anche quando iniziano i primi sintomi, che di norma compaiono già dalle prime settimane di gestazione.

Conseguenze

Abbiamo già detto come il dolore in gravidanza da GEU sia caratteristico, ma di norma non è il solo problema specie perché l’ectopia presenta una serie di sintomi conseguenti che in rari casi molto complessi portano anche al decesso della mamma. Il dolore infatti è il sintomo di un emoperitoneo, ovvero di un versamento addominale o pelvico che si sta verificando a seguito della rottura di una tuba o di una porzione di un organo addominale, ospite della camera e dell’embrione. Non è strano che la gravidanza cresca fuori dall’utero, se trova un ambiente favorevole, ma essendo una sede pur sempre anomala se non si interviene tempestivamente vi è il rischio di una chirurgia d’urgenza e in maggior percentuale all’asportazione della tuba colpita.

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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