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Sindrome del bambino scosso: che cos’è

Tra le varie sindromi esistenti in natura in pochi conosceranno quella che è definita la Shaken Bay SyndromeSindrome del bambino scosso – che è caratterizzata da forti e gravi danni neurologici che variano dal coma e possono portare addirittura alla morte.

La sindrome, che è sconosciuta ai più, riguarda soprattutto i più piccoli, in particolare i neonati e bambini sotto un anno di età. Sono loro, infatti, i soggetti che più facilmente possono essere colpiti da questa malattia, in quanto hanno un cervello ancora molto morbido, un cranio non del tutto formato ed i muscoli del collo molto fragili e poco idonei a sostenere la testa.

La sindrome può colpire in seguito ad uno scuotimento eccessivo ed improvviso della testa, oppure successivamente a traumi celebrali. Agitare troppo la testa determina un’azione lesiva correlata alle brusche ed immediate accelerazioni e decelerazioni dell’encefalo, dei vasi celebrali e dei tessuti presenti nel cervello.

Lo scuotimento improvviso genera forze che portano alla stiramento degli assoni – cioè dei prolungamenti della cellula nervosa – e talvolta alla loro rottura completa. Questo causa gravi traumi neurologici, emicranie e nei casi più gravi può portare al coma e alla morte.

Il cervello dei bambini e dei neonati è estremamente delicato: basta una brusca caduta dal letto, uno sbattere improvviso della testa, o lo scuotimento violento della stessa, anche solo per giocare, per rompere le vene della parete esterna del collo e portare ad un cedimento dei muscoli che sorreggono la parte più pesante dell’intero corpo umano, la testa.

Esistono dei campanelli d’allarme per accorgersi se il proprio figlio potrebbe essere affetto da questa patologia: la mancanza di appetito, la perdita di coscienza, la sonnolenza, il vomito, crisi asmatiche e pallore possono essere dei segnali in presenza dei quali è consigliabile rivolgersi ad uno specialista.

L’età in cui questa sindrome può agire coincide con quella in cui i bambini hanno più bisogno di coccole e di stare in braccio agli adulti: assicuratevi che durante questi momenti non agitiate troppo il neonato, estremamente fragile e delicato tanto nel fisico quanto a livello celebrale.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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