foto_parlare_al_bambino

Sì al baby talk: aiuta i bambini a parlare bene

Si definisce baby talk il lingiaggio utilizzato dagli adulti per parlare con i bambini, l’espressione si riferisce soprattutto a quel codice personalissimo utilizzato dalla mamma per comunicare con il suo piccolo, tanto che in italiano il termine può essere tradotto in “maternese”. Un modo di esprimersi che all’esterno può apparire melenso o ridicolo, per alcuni anche inappropriato. Secondo alcune teorie, infatti, non è necessario rivolgersi ad un cucciolo d’uomo in maniera infantile, incoraggiandone i toni e le distorsioni linguistiche. Il rischio sarebbe quello di rallentare un corretto sviluppo della parola.

In realtà, nuovi studi riabilitano il baby talk, affermando che è utile perchè aiuta i bambini ad imparare a parlare bene. La ricerca, effettuata dalla Rutgers University, ha dimostrato che il linguaggio utilizzato dai genitori, fatto di cambi di tono ed enfasi su alcuni termini, favorisce un miglior apprendimento delle parole. Ma solo enfatizzando correttamente e non incoraggiando, ripetendole, le buffe distorsioni linguistiche dei più piccoli, si potrà raggiungere il risultato sperato e velocizzare le fasi di apprendimento.

La componente affettiva insieme alla semplicità del codice cominicativo aiutano il bambino ad imparare più facilmente a parlare bene. Nello specifico, il baby talk si caratterizza per l’uso di pochi termini e frasi brevi, per l’intonazione pronunciata e chiara, per la maggior frequenza di domande poste al piccolo e soprattutto per la presenza di elementi non verbali come faccette buffe o gestualità esplicative.

Certo mamme e papà, quando dialogano con i loro figli, non fanno certo calcoli e non si soffermano sulle modalità. Lo scambio verbale avviene in maniera spontanea, anche se esistono tanti modi per aiutare il bambino a parlare, forse quello del baby talk è il più istintivo ed efficace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *