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Post parto: 5 consigli per affrontare stanchezza e crisi di pianto

Diventare mamma è senza dubbio l’esperienza che più di ogni altra rivoluziona la vita di una donna, impossibile da comprendere fino a quando non la si vive in prima persona. Ma sarebbe falso dire che sono tutte rose e fiori, anzi. Soprattutto i primissimi tempi dopo aver partorito ed essere tornati a casa con il bebè, per la neo-mamma si preannuncia un periodo estremamente difficile, anche, se non soprattutto, a livello psicologico. Non mancheranno stanchezza e crisi di pianto, la sensazione forte di non essere pronte a tutti quei cambiamenti vorticosi, momenti di depressione. No problem: armarsi di pazienza, stringere i denti e aspettare che passi!

Personalmente il primo consiglio che darei, dal momento che ho vissuto il periodaccio, è di non sentirsi delle neo-mamme fallite, incapaci, destinate a non saper crescere il proprio figlio. Si tratta di un cambiamento epocale nella vita di una donna: prima lo stress dei 9 mesi di gravidanza, poi l’esperienza del parto (che per quanto possa andare bene lascia, comunque, segni profondi), poi un creaturina che dipende totalmente da noi. E’ inevitabile andare nel pallone più totale e auto-convincersi di essere inadeguate: nulla di più sbagliato. Il segreto è accettarsi così come siamo e dare tempo al tempo: poi diventerà tutto naturale.

Secondo consiglio: non crediamo di essere insostituibili. Vada per il momento della pappa, ovviamente se allattiamo al seno, e magari per quello della nanna, ma prendiamo la sana abitudine di delegare a qualcun altro il cambio del pannolino, la passeggiata, le coccole. Che sia il nostro partner, che siano i nonni, che sia un’altra persona di fiducia permettiamo ad altri di aiutarci: non ci stanno rubando nulla, né sminuendo il nostro ruolo di madre. Al contrario, sarà un toccasana per un’eventuale depressione post partum (4 modi per superarla)

Appoggiamoci al nostro compagno, esigiamo la sua presenza e il suo aiuto, sia perché ne abbiamo bisogno e sia perché è importante che tra il neonato e il suo papà (sapete che anche loro colpisce la depressione post parto?) s’instauri immediatamente un legame che si rinsalderà con il passare dei giorni.

In questo modo, permettendo agli altri di aiutarci, ritagliamoci dei momenti tutti per noi e approfittiamo per riposare. Anche quando il bimbo dorme, non pensiamo alla casa, ai panni da lavare, etc etc. Piuttosto dormiamo anche noi, soprattutto per recuperare le veglie notturne.

Vogliamoci più bene del solito: abbiamo fatto una cosa straordinaria, abbiamo messo al mondo un figlio, meritiamo un grosso applauso.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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