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La regola dell’ABCDE per la valutazione dei nei negli adulti

Sai che l’auto-osservazione è un’azione fondamentale per impedire che le comuni macchie della pelle che chiamiamo nei possano seguire sviluppi atipici? Sai riconoscere quali nei sono potenzialmente pericolosi? Sai qual’è il campanello d’allarme principale nel controllo della nostra epidermide? La regola dell’ A-B-C-D-E è un modo semplice, veloce e facile da ricordare per fare una sorta di auto diagnosi preliminare e riconoscere se un neo è sospetto.

Le 5 lettere dell’alfabeto rappresentano le iniziali delle caratteristiche del neo che dobbiamo osservare:

  • A: Asimmetria nella forma;
  • B: Bordi irregolari;
  • C: Colore variabile;
  • D: Dimensioni sopra i 5mm;
  • E: Evoluzione cambiamenti nel tempo del nevo e sanguinamento.

I nei, o, come vengono chiamati in termini scientifici, nevi, sono delle macchie che nascono sulla pelle quando i melanociti, particolari cellule epiteliali che producono il pigmento responsabile del colore della pelle, si accumulano, formando una piccola massa insieme al tessuto circostante. I nei, di solito, sono di colore rosato, marrone chiaro, marrone scuro o della stessa tinta della pelle, possono essere piatti oppure leggermente in rilievo. Normalmente sono rotondi oppure ovali ed al massimo del diametro di una matita. Molti nei, che al momento della loro comparsa sono piccoli e piatti, col tempo, possono ingrandirsi e diventare in rilievo. Con l’andare degli anni, possono, però, talvolta, di nuovo appiattirsi, scolorire e/o scomparire.

I nevi sono molto frequenti, la maggior parte delle persone ne ha da dieci a quaranta.

Nei più piccoli il cambiamento dei nevi è inevitabile e quindi più comune che negli adulti, per questo la regola dell’ABCDE non si può considerare per loro esatta in termini assoluti. Per un ulteriore approfondimento abbiamo già parlato nel nostro articolo di come riconoscere i nei pericolosi nei bambini.

Circa il 10 per cento delle persone ha almeno un neo insolito o atipico, con un aspetto diverso dagli altri: i dermatologi li definiscono nei displastici.

I nei displastici hanno un rischio maggiore, rispetto a quelli normali , di trasformarsi in una particolare forma di tumore alla pelle chiamata melanoma, proprio per questo è fondamentale farli controllare regolarmente da uno specialista in dermatologia.

Il melanoma ha origine quando i melanociti subiscono una mutazione e iniziano a proliferare in modo disordinato, senza controllo.

Il melanoma può avere origine da un neo preesistente, oppure nascere su una zona di pelle libera.

Nonostante tutti gli effetti benefici del sole: dalla produzione di vitamine all’aspetto “abbronzato” che ci fa apparire belli e sani, il sole è, su una base genetica e familiare, il principale responsabile della comparsa dei nevi, così come le scottature la causa dei tumori cutanei, soprattutto nella 1° e 2° decade di vita. Per questi motivi l’applicazione di una buona crema solare durante l’esposizione al sole è fondamentale, inoltre è raccomandabile non esporsi al sole nelle ore più calde senza proteggersi con cappelli o tessuti schermanti. E’, inoltre, molto importante evitare le scottature, in particolare in giovane età.

L’eccessiva esposizione al sole, oltre ad essere il più importante fattore di invecchiamento cutaneo, favorisce la comparsa anche di altri tumori della cute come i carcinomi basocellulari e spinocellulari particolarmente frequenti tra persone che hanno passato molti anni e anni sotto il sole, come i contadini e i pescatori.
I fototipi più chiari sono maggiormente colpiti dai rischi del sole, ma anche le persone tipicamente mediterranee, con capelli e pelle scura, non sono immuni e devono comunque proteggersi.

L’autoesame dei nei dovrebbe essere particolarmente accurato durante i periodi di cambiamento ormonale, ad esempio durante l’adolescenza, la gravidanza e la menopausa, in quanto, se i livelli ormonali cambiano, infatti, anche i nei possono modificarsi.

Se avete dubbi sull’aspetto di un neo sottoponetevi subito al controllo di un dermatologo che a seguito di una visita ad occhio nudo o con una lente d’ingrandimento o tramite l’epiluminescenza, una tecnica diagnostica non invasiva che consente di visualizzare le strutture interne e l’organizzazione architetturale tipica di ogni lesione pigmentata, vi dirà se il neo deve essere tenuto sotto controllo oppure rimosso, per individuare eventuali cellule tumorali.

Sono un'antropologa culturale amante del buon cibo e della lettura. Mi occupo di comunicazione sia per il web che per la carta stampata. Sono mamma di due meravigliosi monelli dai quali ogni giorno imparo qualcosa di nuovo e lo racconto su Passione Mamma! Email: v.lodestro@passionemamma.it

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