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Il bambino piange di notte, perché la mamma si sveglia e il papà no?

La notte per ogni genitore con un bambino piccolo è sempre un momento cruciale durante il quale dormire sembra quasi impossibile. Nei primi anni di vita il piccolo, non riuscendo a comunicare in altro modo, si sveglia piangendo varie volte per fame, bisogno di contatto con i propri genitori o qualche sofferenza fisica, e non smette di urlare fino a quando non viene preso in braccio, cullato e fatto riaddormentare. Molto spesso però, a svegliarsi e prendersi cura del piccolo è la mamma. Molti papà sembrano non sentire neppure il pianto di loro figlio.

La mamma, dopo aver portato 9 mesi nel pancione la propria creatura, ha una maggiore empatia rispetto a quella che può avere il padre.

Infatti al minimo accenno di pianto la donna accorre preoccupata dal bambino, seguendo il proprio istinto materno, e prendendosi cura di lui fin quando non si riaddormenta.


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In uno studio pubblicato dall’NCBI sono stati esaminati sia uomini che donne, con o senza figli, sottoposti al rumore del pianto di un bambino. Nel cervello delle donne la normale attività veniva interrotta, così come accade durante il sonno, mentre il cervello degli uomini continuava la propria ordinaria attività.

Questo spiegherebbe perché, molti papà, oltre a non alzarsi quando il proprio piccolo piange, sembrano non sentire neppure le urla e gli strilli, continuando a dormire tranquilli.

Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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