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Dolori del parto: a cosa assomigliano?

Si dice che i dolori del travaglio e del parto assomiglino ai dolori del ciclo mestruale, solo più accentuati. Beh, sono decisamente più accentuati e coinvolgono non solo il ventre, ma anche la schiena. Ma andiamo con ordine.

I dolori del parto nascono delle contrazioni dell’utero per spingere il bambino fuori dal corpo della mamma. Quando iniziano le contrazioni avvertirai una pesantezza e un indurimento della pancia, come se fossero crampetti addominali: queste prime contrazioni potrebbero essere già piuttosto dolorose oppure potresti pensare che si tratta di movimenti del bebè.

Mano a mano che il travaglio prosegue, i dolori alla pancia diventano più intensi e ritmici. La metafora della mia ostetrica al corso preparto era questa: “vi sentirete come travolte dalle onde, che vanno e vengono: onde ritmiche, delle quali un po’ si ha paura, ma che vanno nella direzione di far nascere il bambino”. Durante il travaglio, le contrazioni uterine sono sempre più ravvicinate: avrete la sensazione che la vostra pancia venga stretta fortissimamente e poi lasciata rilassare… fino alla prossima contrazione.

Mentre l’utero si contrae il bambino scende nel canale del parto, andando a ingombrare il basso ventre, in vista dell’espulsione. In questa fase il dolore delle contrazioni si somma ad un forte dolore sulla zona bassa della schiena.


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I dolori più forti del parto sono probabilmente quelli delle ultime fasi, ossia quando la testa del bambino è quasi fuori da voi. Vi sentirete stanche per il travaglio, tutto il peso del corpo quasi sull’osso sacro… e proprio ora dovete cominciare a spingere. Attenzione però: bisogna spingere solo durante la contrazione uterina. Sentirete bruciore intimo, sarete tentate di “chiudere” anziché di spingere, l’utero si contrarrà ritmicamente a pochissimo tempo di distanza. Per molte donne affrontare questa fase significa perdere quasi o del tutto i propri freni inibitori e abbandonarsi al dolore, anche con lamenti o grida.

L’espulsione del bambino ha in sé qualcosa di scivoloso, davvero difficile descrivere i dolori di questa fase del parto. In genere la donna è circondata da personale esperto che sa guidare le ultime spinte: avrete davvero la sensazione che il bambino sia “scivolato” fuori da voi e quasi all’istante dimenticherete la sequenza di contrazioni che avete affrontato, al punto che potrebbe sembrarvi insopportabile doverne sopportare ancora qualcuna per l’espulsione della placenta.

A prescindere da ogni descrizione, ricordate sempre che il dolore del travaglio e del parto sono decisamente soggettivi in base al livello di sopportazione di ciascuna donna.
In bocca al lupo per il vostro parto!

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Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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