foto_aborto spontaneo

Aborto spontaneo, come avviene

Purtroppo spesso la gravidanza non si rivela quell’esperienza meravigliosa che ogni futura mamma si augura di vivere. All’improvviso possono capitare delle situazioni estremamente spiacevoli, dei cambi improvvisi di rotta che nulla a che vedere hanno con le intenzioni della donna. Tra questi c’è sicuramente l’aborto spontaneo.

Per aborto spontaneo si intende l’interruzione di una gravidanza, che si verifica per cause indipendenti dalla volontà della donna, prima della 20esima settimana. Riguarda tra il 10 e il 20% delle donne, ma probabilmente il numero è più alto considerando i casi di aborto spontaneo che si verificano quando non si sa ancora di aspettare un bambino.

Come già accennato, l’aborto spontaneo prescinde dalla volontà della donna che non ha alcun tipo di responsabilità. Avviene solitamente perché il feto sviluppa in maniera anormale, anomali a volte difficile da capire.

Di solito si verifica intorno alla 12esima settimana di gravidanza e i sintomi più comuni sono crampi addominali oppure alla schiena, perdite intime liquide o di muco bianco-rosa, a volte perdite di sangue, contrazioni.

In presenza di questi sintomi bisogna subito rivolgersi al ginecologo per sottoporsi a un’ecografia (quando fare la prima in gravidanza?). Qualora c’è una minaccia di aborto, il medico potrebbe prescrivere il riposo assoluto, non fare sesso né esercizi fisici fino alla completa scomparsa dei sintomi.

Nel caso in cui, ahimè, l’ecografia dovesse accertare un aborto oramai avvenuto, la donna ha di fronte diverse possibilità. Se non ci sono infezioni in corso può aspettare di espellere in maniera naturale il materiale abortivo, il che avviene entro due settimane dalla morte dell’embrione. Se ciò non si verifica, allora sarà necessario un trattamento farmacologico o chirurgico.

Di solito dopo un aborto spontaneo la donna si riprende fisicamente dopo qualche giorno, più lungo il corso psicologico. Il ciclo mestruale torna entro 4/6 settimane, nessuna complicazione particolare per le gravidanze future. Nel caso, però, dovesse accadere ancora sarà meglio un’indagine approfondita per capire la vera natura del problema.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *