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Famiglia e lavoro: arriva il family helper

Grazie ad un bando della Regione Umbria, scopriamo la professione del “family helper”. Fino a qualche decennio fa forse non ce n’era bisogno, ma ora le famiglie con figli piccoli hanno reti di supporto sempre più labili, complice la mobilità professionale e la distanza dalle famiglie di origine. Un supporto nuovo può arrivare dal “family helper”, una figura professionale che sostiene la neofamiglia nelle attività di cura e nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Il family helper in sostanza è una persona che sa fornire servizi variegati alla famiglia: accompagnare i bambini a scuola o aiutarli nei compiti e aiutare i genitori nella gestione e pianificazione delle attività domestiche quotidiane.

Una presenza più o meno quotidiana in casa che, già di per sé, può rendere la famiglia più dinamica, contribuendo soprattutto ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Un po’ baby sitter, un po’ amico, un po’ aiutante: si tratta di entrare in sintonia con la nuova famiglia: ecco cos’è il family helper.

Un bando della Regione Umbria, che stanzia 3 milioni di euro di Fondi Europei, prevede l’istituzione di un albo dei family helper, che dovranno seguire un corso formativo di 32 ore, e la cessione di fondi alle famiglie che vogliano usufruire dei loro servizi, pagandoli con i buoni lavoro dell’Inps.

Nel corso di formazione i futuri family helper appronfondiscono in particolare i princìpi fondamentali della relazione con le famiglia e la conoscenza dei servizi territoriali alla persona.

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Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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