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Parto indotto: tutti i pro e i contro

Il parto indotto rappresenta una metodica utilizzata per innescare il travaglio nelle condizioni in cui è necessario, per diverse motivazioni (gravidanza protratta o post-termine, ritardo di crescita fetale, diabete gestazionale o qualsiasi altra situazione che richieda anticipare la naturalità di contrazioni e dilatazione). L’induzione del parto è un trattamento farmacologico e consiste nell’inserimento a livello cervicale di prostaglandine (sotto forma di garza o gel) per poter innescare la contrattilità uterina, soprattutto lavorando sulla dilatazione del collo dell’utero. Molte sono le paure di una donna che si ritrova a vivere il parto indotto. Ma quali sono le verità? Quali sono i pro e i contro?

Innanzitutto, essendo un trattamento farmacologico, la donna dovrà avere diversi controlli cardiotocografici in fase dilatante e, nella fase attiva del travaglio, sarà necessario un tracciato cardiotocografico continuo. Questo avviene perché le prostaglandine usate per l’induzione possono essere un discreto stimolo per il bambino e per la sua ossigenazione, motivo per il quale è importantissimo che ci sia una valutazione completa e continua.

Possono essere necessarie diverse somministrazioni a distanza di ore (nel caso del gel) o di qualche giorno (nel caso della garza).

Le contrazioni si potrebbero scatenare nel giro di qualche ora, diversamente dalla gradualità con cui ci si confronta con un travaglio fisiologico in cui la fase prodromica prepara la donna alla regolarità delle contrazioni.

Non è da escludere che le contrazioni sfocino in una contrattilità uterina eccessiva ed in un ipertono uterino, che si risolve sempre con la rimozione del trattamento farmacologico (nel caso della garza) o con l’utilizzo di tocolitici (farmaci che bloccano le contrazioni stesse).

Allo stesso tempo, la buona riuscita del trattamento per il parto indotto con prostaglandine aiuta la donna in tutte le condizioni precedentemente descritte, così da poter aiutare lei ed il piccolo ad espletare il parto nel minor tempo possibile.

La donna ansiosa e timorosa sarà continuamente rassicurata dai continui controlli che si rendono necessari nel corso del travaglio e parto indotto.

Il parto indotto darà, verosimilmente, l’idea di quando potrebbe nascere il proprio piccolo, togliendo tutti i dubbi sulla data presunta del parto e sul possibile inizio del travaglio.

23 anni di Catanzaro - ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E' l' avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. "Ho visto in sala parto la potenza delle cose" il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. Possiedo un master presso l' Università di Firenze, con diverse competenze ecografiche e cliniche. Email: c.polizzese@passionemamma.it

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