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Il parco di Pinocchio: 3 buoni motivi per visitarlo

A Collodi, frazione del comune di Pescia in provincia di Pistoia, esiste dal 1956 un luogo particolare, dedicato ai bambini e ai loro sogni. È il parco di Pinocchio, ispirato al famoso libro di Carlo Lorenzini (al secolo Collodi), scritto nel lontano 1881 e diventato un classico della letteratura per l’infanzia. Le avventure del burattino più famoso del mondo rivivono in questo luogo sospeso tra fiaba e gioco. Non è Gardaland, non troverete attrazioni contemporanee o giostre moderne, ma ci sono almeno tre buoni motivi per visitarlo insieme ai vostri bambini.

1. Entrare in una fiaba. Il parco è nato come omaggio a Pinocchio cercando di ricreare tutte le suggestioni della storia. I bimbi hanno la possibilità di entrare in un luogo magico e incontrare tutti i personaggi del libro, dal protagonista alla fatina, dalla balena al grillo parlante. Circondato da un boschetto di lecci, il percorso è arricchito, tra le altre cose, da un labirinto, dal galeone dei pirati, dal villaggio e da una piazzetta delimitata da muretti decorati a mosaici, con le scene e i personaggi principali del racconto. È come tuffarsi nel libro e riviverne la magia, con semplicità, gioia e fantasia: gli ingredienti ideali per far felici tutti i piccoli.

2. Un connubio ideale tra arte e natura. Il parco nasce grazie al lavoro di grandi artisti, come Pietro Consagra, che realizzò le 21 sculture in bronzo, Venturino Venturi, autore dello splendido mosaico, Emilio Greco che diede forma alla famosa scultura Pinocchio e la fatina. Tutto sapientemente armonizzato con la natura circostante. Pietro Porcinai progettò, infatti, siepi di sempreverdi e collocò piante perenni accanto alle sculture in un gioco armonico di forme e colori. In prossimità del parco, inoltre è possibile visitare anche il Giardino Garzoni, luogo di eccellenza quando si parla di architettura del paesaggio, risalente al ‘700, e la Batterfly house.

3. Imparare divertendosi. Il libro di Collodi era una favola con una morale ben precisa, mirava, attraverso il racconto delle avventure di un bimbo un po’ discolo, a insegnare qualcosa ai giovani lettori. Lo spirito didattico permane anche nel parco, ne ha ispirato la vita fin dall’inizio. Così nascono i Laboratorii gioca e impara che propongono varie attività dalla pittura alla costruzione di maschere e burattini in cartone. Inoltre, è possibile visitare anche il Museo di Pinocchio e la Biblioteca virtuale. Un’esperienza unica per imparare divertendosi.

Quello di Pinocchio non è un parco divertimenti moderno come Leolandia o Zoomarine, è un luogo particolare, forse un po’ datato con le sue giostre risalenti agli anni ’60, ma è nella sua semplicità d’altri tempi che risiede tutto il suo fascino.

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