Babyvez, il nuovo sito per vendere e scambiare vestiti dei bambini: intervista al creatore Carlo Alberto Vezzelli

Un’idea semplice, ma intelligente. Babyvez è un portale per la vendita e lo scambio di abbigliamento e accessori per bambini da 0 a 12 anni. Sono passati gli anni opulenti dello spreco consumistico. Oggi si sta imponendo, a causa della persistente crisi economica, una sensibilità differente che si concretizza facendo attenzione alle spese, cercando di risparmiare e riscoprendo il valore del baratto e del riuso. Soprattutto quando si tratta di bambini, le cose hanno spesso vita breve: l’ovetto si utilizza fino a un anno, la culla anche, per non parlare di vestitini e tutine che spesso vengono messe da parte praticamente intonse. Per evitare di buttare o accatastare in cantina abbigliamento e accessori, si possono vendere o scambiare sul portale. Basta registrarsi, mettere un annuncio o rispondere a qualli pubblicati e il gioco è fatto. Un’idea semplice e di successo, venuta a Carlo Alberto Vezzelli, 33 anni, di Modena, amministratore di condomini con un piccolo studio di registrazione di band emergenti. È lui a parlarci di Babyvez, il sito nato da pochissime settimane che ha già conquistato tanti utenti.

1. Carlo come nasce l’idea del portale?

Nasce da due semplici osservazioni: il fatto che abbia notato una grande sproporzione tra la spesa che sostengono le famiglie nell’acquistare oggetti, indumenti e accessori per i propri figli, e il brevissimo ciclo di vita degli stessi. Sono oggetti praticamente nuovi che finiscono in soffitta, in cantina o a volte nel “dimenticatoio”, quando avrebbero ancora un valore economico importante. Inoltre, le famiglie, in questo periodo di spendig review, credo abbiano bisogno di una spinta per continuare a credere nel futuro e un’idea di sharing economy del genere mancava nel nostro paese. Chissà che non possa contribuire a cambiare le abitudini dei genitori! Sarebbe una soddisfazione.

2. Cosa differenzia questo portale dagli altri?

Intanto, è unico nel suo genere. Io, da utente medio di internet, ho avuto difficoltà a trovare un offerta del genere. A parte negozi fisici di compravendita di vestiti, online non si trova qualcosa di completamente gratuito, che metta in contatto diretto domanda e offerta. Ci sono siti simili, ma con meccanismi che fanno in modo che ci sia un intermediario, a partire dai più famosi siti di aste online. Credo anche che un portale dedicato esclusivamente a una categoria ne rafforzi l’affidabilità e la credibilità. Non mi dispiacerebbe diventasse una sorta di sito di riferimento, come già ne esistono per automobili, case o strumenti musicali.

3. Quali sono i feedback?

il sito è online solamente da una settimana, non ho fatto pubblicità o utilizzato mezzi per garantirmi utenti in breve tempo. Sono molto fiero di affermare che Babyvez.it ha già centinaia di visite al giorno e più di 150 utenti che si sono iscritti. Per ora gli annunci sono poco più di 40, ma le opinioni di “esperti” sono molto positive. Un sito che non ha investito in marketing e fa questi numeri è un prodotto molto buono. Io, da non esperto del settore sono già molto contento del fatto che quotidiani nazionali, blogger, quotidiani online e quotidiani locali come la Gazzetta di Modena abbiano recensito positivamente questa idea. La cosa mi riempie di soddisfazione e mi fa credere che sia la giusta strada da percorrere.

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