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Mobbing per maternità: riconoscere i segnali e contrastarlo

Sai cos’è il mobbing? Se sul lavoro ti senti discriminata, sottovalutata e sei costretta a sopportare disagi fisici e morali pur di mantenere il tuo posto, probabilmente non conosci bene quali siano i tuoi diritti!

Per “mobbing” si intende una condotta sistematica e protratta nel tempo, fatta di comportamenti ostili, prevaricazioni o persecuzioni psicologiche, che stai subendo nel tuo ambiente lavorativo, da parte del tuo datore di lavoro o dei colleghi o altri superiori.

L’elemento che contraddistingue il mobbing da altre forme di discriminazione è la continuità dei comportamenti ostili. I campanelli che ci devono mettere in allarme sono: la diffamazione o le offese personali, la pressione psicologica, la minaccia diretta o indiretta volta ad intimidirci, l’esclusione dal team o dai progetti di lavoro e, in generale, l’atteggiamento ostile ed aggressivo in modo ingiustificato.

Se ci troviamo in questa situazione che ci provoca ansia, paura, panico e disturbi psicosomatici, non dobbiamo avere atteggiamenti remissivi ma pensare a come difenderci, dai chiarimenti verbali, fino ad arrivare alla denuncia.

Per contrastare il mobbing dobbiamo acquisire consapevolezza della nostra situazione lavorativa e difenderci dai soprusi facendo valere i nostri diritti. Non bisogna abbandonare il posto di lavoro, prendere un periodo di riposo per trovare le forze per affrontare la situazione può essere normale, approfittiamo di questo periodo per ricaricare le energie, rivolgendoci contemporaneamente a sindacati, consulenti legali o utilizzando servizi specifici come lo sportello mobbing del CIAM – Centro Italiano Anti Mobbing, che offre assistenza medica e legale contro il mobbing sul lavoro ed ogni altra forma di prevaricazione e violenza.

Ma non dobbiamo assolutamente scoraggiarci, al contrario dobbiamo, invece, rafforzare la nostra personalità e comprendere che il disagio dipende dal mobbing e non da noi stesse.

Il mobbing si combatte non lasciandoci sopraffare psicologicamente dal nostro carnefice. La presenza di un legale deve essere l’ultima alternativa, dopo aver provato a risolvere la questione in modi benevoli, andando a discutere della propria situazione con il massimo responsabile dell’azienda, ente o società per il quale lavoriamo. Se si dovesse ricorrere ad un giudice è opportuno raccogliere tutti gli elementi da esibire come prove giuridiche nel corso di una causa legale (email, testimonianze di colleghi, ecc..) Il mobbing è un reato per il quale si rischiano pene fino a quattro anni di carcere.

I sindacati e le associazioni di categoria, che ogni giorno si ritrovano a ricevere segnalazioni e a raccogliere storie di donne vittime di mobbing al rientro dalla maternità, o addirittura a gravidanza ancora in corso, sostengono che “l’Italia non sia un paese per mamme”.

I dati relativi agli ultimi 6 anni in Italia mostrano che i casi di mobbing da maternità sono aumentati di più del 30 per cento. Secondo le ultime stime disponibili dell’Osservatorio Nazionale Mobbing solo negli ultimi due anni sono state licenziate o costrette a dimettersi 800 mila donne e di queste, almeno 350 mila, sono state discriminate per via della maternità o per aver presentato richieste per conciliare il lavoro con la vita familiare.

Sempre secondo l’Osservatorio, 4 madri su 10 vengono costrette a dare le dimissioni per effetto di “mobbing post partum”, principalmente nelle regioni del Sud (21%), del Nord Ovest (20%) e del Nord Est (18%). Anche se le situazioni più disagevoli dal punto di vista lavorativo sono quelle delle metropoli, Milano in testa.

Per noi donne è davvero difficile riuscire a conciliare lavoro e famiglia, sia quando dobbiamo tornare a lavoro dopo la maternità, sia quando l’ufficio è in casa, ma siamo donne e, nonostante la rete sociale o il supporto familiare possano essere, talvolta, deboli o assenti, i servizi per le famiglie siano spesso di pessima qualità, a dispetto di qualsiasi forma di discriminazione, resistiamo e ci occupiamo della nostra famiglia con determinazione e amore!

Sono un'antropologa culturale amante del buon cibo e della lettura. Mi occupo di comunicazione sia per il web che per la carta stampata. Sono mamma di due meravigliosi monelli dai quali ogni giorno imparo qualcosa di nuovo e lo racconto su Passione Mamma! Email: v.lodestro@passionemamma.it

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