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Cucinanto, intervista ad Antonella Moretti: storia di una madre italiana in Cina

Dalla Cina con furore. Parafrasando un popolare film possiamo così introdurre la storia di successo di Antonella Moretti, la blogger di Cucinanto: una donna che per seguire il marito ha deciso di lasciare l’Italia e la propria vita e trasferirsi in Oriente. Qui Antonella si è costruita una nuova esistenza, è riuscita a conciliare due mondi così opposti e diversi. Ad aiutarla nell’impresa Internet e il blog, che le hanno dato la possibilità di stringere amicizie fondamentali per la permanenza in Cina ma soprattutto l’hanno aiutata a mantenere un filo diretto con l’Italia. L’esperienza in Cina ha anche portato la Moretti a diventare una scrittrice, un sogno coltivato fin da bambina che si è poi tramutato nella pubblicazione di Prezzemolo & Cilantro, il libro d’esordio.

Passione Mamma ha avuto il piacere di fare due chiacchiere con Antonella, che ci ha rivelato i segreti del suo blog Cucinanto e soprattutto la sua esperienza sul suolo cinese, che l’ha resa sicuramente una mamma diversa.

1. Cucinanto nasce come blog per aggiornare famigliari e amici, com’è riuscito poi a conquistare un pubblico vasto di lettori?

Quando ho iniziato a pubblicare il nostro diario online, ricordo che scrissi “vediamo quanto dura”. Non immaginavo allora che il blog, negli anni, sarebbe maturato nei contenuti e cresciuto. Ho cercato di ampliare gli argomenti, raccontando non solo le nostre avventure familiari ma parlando anche della Cina e dell’espatrio in generale ed ho conosciuto virtualmente altre blogger che parlano di Oriente: credo dunque che il passaparola abbia contribuito molto. Anche la presenza sui social ha dato il suo contributo.

2. Ci sono molti post sulla cucina e l’alimentazione in generale: puoi dare qualche consiglio alle altre mamme su come nutrire al meglio i propri bambini?

Venendo a vivere in Cina, paese purtroppo famoso anche per i suoi scandali alimentari, mi sono posta molte domande su cosa dovevo dare da mangiare ai miei figli. Con una certa difficoltà ho cercato di tradurre le etichette dei prodotti cinesi e mi sono resa conto che la lista degli ingredienti è davvero troppo lunga e che probabilmente sono infarciti con molti addittivi. Per questo ho cercato il più possibile di evitare cibi pronti e snack troppo pasticciati, incoraggiando in loro l’abitudine a mangiare tanta frutta e verdura. Il mio obiettivo è quello di nutrirli con cose semplici e casalinghe, ma ammetto che vorrei essere più brava e preparare più spesso torte e biscotti fatti da me.

3. Il trasferimento in Cina è dovuto a motivi di lavoro? E qual è stata la prima impressione che hai avuto una volta arrivata?

Sì è dovuto al lavoro di mio marito. La prima impressione? Non mi aspettavo tanta modernità!

4. Quali sono i luoghi comuni da sfatare sulla Cina?

La Cina viene percepita come un paese in via di sviluppo, arretrato e difficile da affrontare: in realtà le condizioni di vita sono molto diverse da zona a zona e, ad esempio dove viviamo noi, le città sono floride e moderne e la vita è comoda e con tutti i comfort. I trasporti funzionano, il nostro quartiere è pulito e nei negozi si trova un po’ di tutto, anche la pasta e la salsa!

5. Come sei riuscita ad integrarti in un paese tanto diverso dall’Italia?

Integrazione è una parola grossa… qui in Cina, per forza di cose, tutti capiscono con un’occhiata che sei straniero e di conseguenza ti senti sempre tale. Però ci si può adattare: ma bisogna essere flessibili e pazienti, perchè il modo di fare dei cinesi è spesso diametralmente opposto al nostro e talvolta ci sembra astruso. Poi ci si abitua ed io, personalmente, ogni volta che rientro in Italia mi stupisco di quante abitudini “da cinese” siano diventate mie, come ad esempio quella di bere l’acqua calda ai pasti!

6. Quali sono le differenze e i punti in comune tra una mamma italiana e una mamma cinese?

La mamma cinese, come quella italiana, vuole il meglio per suo figlio in termini di prodotti, ambiente e possibilità per il futuro. La politica del figlio unico era in vigore fino a poco tempo fa e quindi la tipica famiglia cinese è composta da un bimbo, due genitori e quattro nonni. Sul pargolo si riversano le aspettative di tutti quanti e dalla più tenera età gli fanno fare corsi di disegno, inglese, musica, lo iscrivono nelle migliori scuole e pretendono che dia il meglio di sè, anche un po’ troppo forse. Noi mamme italiane, per fortuna, in questo senso siamo più rilassate!

7. Il tuo terzo figlio è nato in Cina, com’è vivere la gravidanza e il parto in Oriente?

È stata un’esperienza molto bella e serena. All’inizio avevo un po’ timore di affrontare la gravidanza all’estero, soprattutto a causa della barriera linguistica (anche se nell’ospedale dove ho partorito c’è una sezione dove si parla inglese), ma poi mi sono resa conto che le cose funzionavano bene e che tutti si prodigavano per farsi capire e mi sono tranquillizzata. Come racconto nel blog, la gravidanza in Cina viene trattata con tutti i riguardi, soprattutto per quanto concerne il puerperio. Certe abitudini delle asiatiche a noi sembrano bizzarre, come il divieto di lavarsi per un mese dopo il parto o di stare confinate in casa. Ma per fortuna a noi straniere è concessa la libertà di trasgredire a queste regole!

8. Dalla tua esperienza di blogger è nato anche un libro, Prezzemolo & Cilantro: perché leggerlo?

Il libro narra le vicende di un gruppo di donne italiane che, per necessità o scelta, si sono trasferite in Cina. Ho scelto la forma del romanzo perché volevo spaziare con la fantasia e raccontare molte storie diverse. E’ una lettura che può piacere a chi è curiosa di scoprire come vivono le donne italiane dall’altra parte del mondo, a chi ha già vissuto all’estero o magari a chi vorrebbe farlo ma non ne ha il coraggio perché non sa cosa aspettarsi.

9. Ti piacerebbe continuare a lavorare come scrittrice?

Mi piacerebbe molto! In Italia facevo la contabile full time e avevo dovuto relegare la passione di scrivere in un cassetto. Qui per ora non lavoro ed ho la possibilità di dedicarmi a quest’attività che mi sta dando molte soddisfazioni.

10. Com’è il rapporto con i lettori del tuo blog? In qualche modo ti hanno reso una persona migliore?

Prima di trasferirmi avevo contattato alcune blogger che scrivevano dalla Cina: mi avevano aiutato con consigli e tanta disponibilità. Ecco perché sono stata molto felice quando, a mia volta, sono stata contattata da alcune donne che prevedevano di trasferirsi in Cina ed ho potuto esser loro utile. Grazie ai lettori del blog ho scoperto l’amore per la condivisione!

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Curiosa, testarda e determinata. Laureata in Comunicazione, Editoria e Scrittura, ho iniziato a lavorare nel mondo del giornalismo all'età di 18 anni. Adoro i bambini e la loro purezza; sogno una famiglia numerosa con 5 figlie femmine. Riuscirò nell'impresa? Intanto mi alleno scrivendo per Passione Mamma! Email: a.latilla@passionemamma.it

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