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Listeriosi in gravidanza: cause, sintomi, rimedi

La listeriosi è un’infezione causata da un batterio, il Listeria monocytogenes, che si trova nel suolo e nell’acqua, viene a contatto con l’uomo attraverso il consumo di cibo contaminato. Più colpiti sono i neonati, gli anziani e le gestanti. Studi americani affermano che la probabilità per una donna incinta di essere colpita dal batterio in questione, è circa 20 volte superiore a quella di un adulto sano.

Se nei soggetti adulti e in salute non si manifestano sintomi, chi ha un sistema immunitario più debole può accusare forme cliniche che variano da lievi sintomi influenzali fino ad episodi di gastroenterite. In genere nelle gestanti la listeriosi, diagnosticata attraverso esame del sangue, si manifesta con i sintomi tipici dell’influenza, ma le conseguenze più gravi riguardano il feto, a cui l’nfezione è trasmessa attraverso la placenta. Tra le maggiori compromissioni nel primo trimestre di gravidanza vi sono parti prematuri, aborti e morti fetali.

Nel terzo trimestre il bambino colpito dalla patologia può andare incontro a diversi problemi di salute tra cui il ritardo mentale, la cecità, patologie cardiache, cerebrali o renali. Nei neonati la Listeria può provocare infezioni del sangue e la meningite.

In caso di patologia conclamata il trattamento elettivo è la terapia antibiotica, ma la migliore strategia per combatterla, così come per la toxoplasmosi e la salmonellosi è la prevenzione, facilmente attuabile applicando le generali norme igieniche prima dell’assunzione dei pasti.

È importante che le gestanti assumano carne e pesce ben cotti, frutta e verdura lavata accuratamente. Anche cibi come hot-dog, hamburger ed alimenti pronti al consumo potrebbero essere fonte di contaminazione se non cotti o riscaldati ad alte temperature. Preferire prodotti caseari pastorizzati, ricordandosi sempre di lavarsi le mani prima di cucinare, pulendo accuratamente coltelli e taglieri per evitare contaminazioni tra cibi crudi e cotti.

Poiché il batterio Listeria monocytogenes può proliferare anche negli alimenti conservati in frigo, è necessario conservare i diversi cibi negli appositi contenitori, controllando la temperatura che deve rimanere inferiore ai 4°C e nella zona freezer inferiore ai -17°C.

Mi occupo di genitorialità, prevalentemente, dall'accompagnamento alla nascita fino alla prima infanzia, in qualità di Counselor Professionista, Insegnante di massaggio Infantile e Prenatal Tutor , crescendo, insieme a tante mamme, grazie al prezioso sostegno dei miei bambini Email: t.runco@passionemamma.it

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