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Ecco come i neonati vedono mamma e papà

Osservando i cuccioli appena nati, ci chiediamo se ci ascoltano, sanno chi siamo, se capiscono il nostro stato d’animo e in che modo sanno esprimere il loro. Un mistero quelle espressioni, quelle smorfie che forse erroneamente scambiamo per sorrisi. Ma in realtà cosa c’è dietro? Uno studio dell’Institute of Psychology dell’università di Oslo (Norvegia) e dell’università di Uppsala (Svezia) svela come effettivamente il neonato vede mamma e papà.

In particolare, ad una distanza di 30 centimetri il bambino, dopo due o tre giorni di vita, riesce a vedere le espressioni dei genitori, se sono contenti, arrabbiati, tristi o preoccupati. Man mano che si allontanano, i loro volti diventano sempre più sfumati e il piccolo non riesce a capire più le loro emozioni.

Questi 30 centimetri corrispondono a quelli che dividono madre e figlio durante l’allattamento. Lo studio colma una lacuna nell’ambito delle conoscenze del mondo visivo neonatale. Inoltre, contribuisce a spiegare il perchè i piccoli, già nelle prime settimane di vita, sono in grado di imitare le espressioni facciali dei genitori.

La loro vista non è sufficientemente sviluppata e dunque in grado di percepire i dettagli dell’ambiente che li circonda. Ma riescono comunque a catturare le emozioni di mamma e papà perchè sono capaci di catturare le immagini in movimento. È questa la chiave della scoperta, che però ancora nulla dice circa il senso che il neonato attribuisce a quello che vede. Distingue e imita le differenti espressioni emotive, ma non è in grado ancora di dare un significato a queste visioni.

L’affascinante universo dei primi momenti di vita di un essere umano è ancora difficile da decifrare. Avvolto nel mistero, il mondo dei sentimenti e delle sensazioni che si provano appena venuti al mondo incuriosisce e ammalia, soprattutto quando si tratta di nostro figlio. Le scoperte riguardanti lo sviluppo della vista nei neonati possono darci delle indicazioni e quest’ultima ricerca è un altro piccolo passo su una strada difficile, ma ricca di stimoli non solo per i ricercatori.

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