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Psicomotricità: tutti i vantaggi per i bambini

Se avete bambini che frequentano il nido o la scuola dell’infanzia vi sarà già capitato di sentir parlare di psicomotricità, se non vi è ancora successo, forse vi sarà utile leggere questo articolo, perché pare che i benefici per i bambini siano numerosi e significativi.

La psicomotricità educativa può rivelarsi utile per tutti i bambini, in particolare per quelli più timidi e insicuri perché migliora la fiducia in se stessi e negli altri e favorisce la capacità di comunicare.

È indicata, però, anche per i bimbi molto vivaci che fanno fatica a concentrarsi. Miglioramenti significativi nelle loro capacità di relazione sono stati riscontrati, inoltre, anche nei bambini con alcuni disturbi come autismo, ritardo mentale o altre patologie neuromotorie e neuropsichiatriche.

La psicomotricità è una disciplina sviluppata in Francia da Bernard Aucouturier e André Lapierre per supportare i processi evolutivi dell’infanzia, valorizzando il bambino dal punto di vista emotivo, intellettivo e corporeo.

L’educazione psicomotoria considera l’esperienza corporea come elemento fondamentale dello sviluppo dell’identità della persona e come espressione della vita emozionale e dell’evoluzione dei processi cognitivi.

L’obiettivo generale dell’educazione psicomotoria è, infatti, l’armonico sviluppo della personalità del bambino.

La psicomotricità è una pratica educativa basata sul gioco come strumento attraverso il quale il bambino può esprimersi pienamente anche attraverso il movimento. Tramite l’attività ludica il bambino vive la tonicità del proprio corpo, si apre alla narrazione, diventa curioso, inventa e diventa creativo.

Ciò che distingue il gioco comune del bambino dal gioco svolto all’interno della seduta psicomotoria è la specifica progettualità di quest’ultimo, che permette ai bambini di fare esperienze attraverso l’uso del corpo e, quindi, di apprendere attivamente e spontaneamente.

Nella educazione psicomotoria il corpo del bambino non viene considerato solo dal punto di vista motorio, ma anche, e soprattutto, come mezzo di comunicazione privilegiato col quale esprimere il proprio stato d’animo e le proprie emozioni.

Il corpo è, infatti, il principale mezzo attraverso il quale il bambino si relaziona all’altro e apprende nuove competenze vivendole attivamente.

Il materiale che viene utilizzato nell’educazione psicomotoria si differenzia in due tipologie: materiale per l’espressività motoria e materiale per l’espressività grafica e per le costruzioni.

Il materiale per l’espressività motoria è costituito da attrezzi fissi (spalliere, specchi a parete, cavalletti di legno, strutture sulle quali arrampicarsi, scivolare o saltare), da materiale morbido (cuscini di gommapiuma, tessuti colorati, animali di peluche, bambole di cenci, corde di cotone, tubi di plastica e palle di gomma piuma) e da materiale rigido (cerchi, bastoni, bacinelle di varie dimensioni, secchi di plastica e tamburi).

Il materiale per l’espressività grafica e per le costruzioni è costituito da fogli di diverse dimensioni, pennarelli o pastelli e mattonelle di legno o classiche costruzioni.

Un incontro di educazione psicomotoria è caratterizzato da diverse fasi: il rituale iniziale (il momento nel quale i bambini vengono accolti e c’è l’attesa che serve per prepararsi all’emozione dell’attività ludica), poi inizia la fase di espressività motoria nella quale i bambini hanno la possibilità di muoversi con la totalità del corpo.

Successivamente viene proposto il gioco simbolico, il “gioco del fare finta di”. In questo gioco i bambini hanno la possibilità di identificarsi in vari personaggi, ad esempio la mamma, il papà, , la maestra, personaggi “forti” o “deboli”, aggressori o vittime. Questi giochi, quindi, oltre a permettere al bambino di esprimersi senza preoccuparsi di essere giudicato, danno la possibilità di “manipolare” la realtà in base alle sue paure e ai suoi desideri.

In seguito a questa fase di movimento, i bambini vengono invitati ad un momento di staticità, attraverso il racconto di una storia e l’ascolti di una musica rilassante. Questa fase è molto importante perché il rilassamento facilita l’accesso alle rappresentazioni mentali che, coinvolgendo meno la corporeità, facilitano il passaggio alla fase dell’espressività plastica e grafica.

La psicomotricità educativa è molto utile per i nostri bambini, più che mai adesso che l’uso dei dispositivi digitali è così diffuso e che, come sappiamo, li allontana dall’esperienza corporea, che va, invece, recuperata perché, soprattutto nei primi anni di vita è fondamentale per il loro sviluppo.

L’offerta di corsi di psicomotricità educativa è molto ampia, le caratteristiche di un buon percorso educativo dipendono sia dal titolo di studio dello psicomotricista, ma anche dalla sua empatia e dalle sue doti relazionali, altro requisito importante è lo spazio adibito alla realizzazione delle attività che deve essere adeguato e fornito di tutte le attrezzature necessarie.

Sono un'antropologa culturale amante del buon cibo e della lettura. Mi occupo di comunicazione sia per il web che per la carta stampata. Sono mamma di due meravigliosi monelli dai quali ogni giorno imparo qualcosa di nuovo e lo racconto su Passione Mamma! Email: v.lodestro@passionemamma.it

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