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Emorroidi e ragadi in gravidanza, rimedi

Tra i disagi del periodo dell’attesa possono comparire le emorroidi e le ragadi anali che causano, a seconda della gravità, dal prurito al bruciore localizzato fino a dolori intesi, compromettendo il regolare svolgimento delle attività quotidiane della donna. Le emorroidi sono una sorta di cuscinetti situati nel canale anale, funzionano come valvole che impediscono la fuoriuscita involontaria delle feci. Si ha una patologia emorroidale quando le vene dell’ano dilatandosi progressivamente, si congestionano fino al sanguinamento. Le ragadi, invece, si presentano come piccole ferite longitudinali, o vere e proprie ulcere che si formano nel rivestimento cutaneo del canale anale.

Entrambi i disturbi sono causati da stipsi cronica, vita sedentaria, un’infiammazione dell’ultimo tratto intestinale. Ad incidere con il decorso della gravidanza oltre alle variazioni ormonali anche la pressione esercitata dal feto sulle vene rettali ed anali che, rallentando il flusso del sangue venoso, favorisce l’insorgenza delle emorroidi o delle ragadi o di entrambe le patologie.

Contro questi fastidiosi e, spesso, imbarazzanti disturbi, l’arma vincente è la prevenzione. Un’alimentazione ricca di frutta e verdura, di fibre, l’assunzione di acqua minerale durante il corso della giornata ed una moderata attività fisica aiutano l’organismo della mamma e del suo bambino in formazione durante i nove mesi della gravidanza.

Nei casi in cui si presentassero i sintomi di questi disturbi, non potendo ricorrere ai farmaci, nocivi per la salute del bambino, previo consulto con il proprio medico, è possibile ricorrere a rimedi omeopatici. Si tratta di cure dolci sottoforma di pomate emollienti o granuli da sciogliere sotto la lingua, lontano dai pasti che stimolano l’organismo a produrre anticorpi naturali per guarire.

È opportuno l’acquisto di detergenti intimi delicati e l’uso di acqua tiepida. Sono, infatti, sconsigliati i lavaggi con acqua fredda che provoca immediatamente un’apparente involuzione del problema, per comparire subito dopo con maggiore intensità. Anche l’acqua calda è a evitare perché accentua la vasodilatazione peggiorando il problema.

Mi occupo di genitorialità, prevalentemente, dall'accompagnamento alla nascita fino alla prima infanzia, in qualità di Counselor Professionista, Insegnante di massaggio Infantile e Prenatal Tutor , crescendo, insieme a tante mamme, grazie al prezioso sostegno dei miei bambini Email: t.runco@passionemamma.it

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