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Perché non bisogna forzare i bambini ad incontrare Babbo Natale

Se addirittura esiste un blog apposito che raccoglie le foto di bimbi terrorizzati sulle ginocchia di Babbo Natale (http://www.creepysantaphotos.com), vuol dire che la paura per l’omone in tuta rossa e lunga barba bianca non è poi una cosa tanto insolita. Spesso di fronte a questi timori dei nostri bambini, noi genitori cerchiamo di forzarli convinti che prima si affronta una paura e prima si riesce a superarla. E invece non c’è nulla di più sbagliato: per ogni cosa è necessario il tempo giusto, anche per non avere più paura di Babbo Natale.

Il fatto è che più spesso di quanto pensiamo noi adulti diamo per scontato che i nostri figli ragionino come noi, ma ovviamente non c’è nulla di più sbagliato!

Immaginiamo un bimbetto di 2, 3 anni che all’improvviso si ritrova faccia a faccia con una sua fantasia, in questo caso Babbo Natale, diventata un signore in carne e ossa: non possiamo dare per certo che per lui sarà un momento di gioia e divertimento. Al contrario, mettiamo in conto anche il fatto che il materializzarsi di una fiaba possa scatenare in lui paura e spavento.

La psicologia ci viene in aiuto per capire cosa potrebbe succedere in situazioni simili. Dai 6 mesi di vita il bambino sviluppa delle paure legate essenzialmente alla crescita, per esempio la paura dell’estraneo e l’angoscia di separazione (come possiamo rassicurarlo?). Ecco perché da un certo momento in poi nostro figlio non vuole più andare in braccio a chiunque, inizia a distinguere i visi famigliari e si lagna se la sua mamma si allontana.

Inoltre fino ai 5 anni di età, ma a volte anche dopo, un bambino crede ancora a favole e magie popolati da tanti personaggi che hanno il compito di rassicurarli, e non è facile accettare automaticamente l’idea che possano diventare reali. Tra loro c’è anche Babbo Natale, per questo non stupiamoci troppo se di fronte a uno vero (che sia quello al centro commerciale o il papà travestito per portargli i regali) possa spaventarsi e non voglia abbracciarlo. Soprattutto non forziamolo altrimenti rischiamo in lui un piccolo trauma nel senso che anche il personaggio fantastico inizierà a non essergli troppo simpatico e, soprattutto, a non ispirargli più un senso di protezione e sicurezza come prima.

Dal canto nostro, possiamo aiutarlo a superare le sue paure standogli vicino quando c’è Babbo Natale, presentandoglielo come si fa con un amico e magari raccontandogli anche del viaggio meraviglioso che ha fatto per venire fino da lui. Ma dev’essere solo un tentativo che potrebbe anche fallire: rispettiamo i tempi dei bambini, sono piccoli ma non sciocchi.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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