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Che cos’è la febbre di crescita nel bambino

A volte, anche se non è periodo di influenze o di altre malattie contagiose, il figliolo improvvisamente, senza dar precedenti cenni di cedimento, si ammala con un’alterazione della temperatura dalla durata abbastanza breve, che va da un uno o più episodi febbrili durante le 24 ore, fino ad un massimo di 36 ore. Questa viene definita, secondo alcune credenze popolari: febbre di crescita o di crescenza e ciò perché la sua eziologia è ancora sconosciuta e le opinioni riguardanti proprio il malessere passeggero nel bambino, risultano pertanto discordanti e a cavallo fra la leggenda popolare e la realtà.

Generalmente la piressia improvvisa viene accompagnata a volte anche da forti dolori muscolari che creano debilitazione, ma senza necessitare di alcuna specifica terapia pediatrica. Al massimo, si può risolvere lo stato di affaticamento dell’infante con una dieta ricca di agrumi, o in casi estremi, con il semplice uso di antipiretici e quindi di paracetamolo.

Ovviamene questa tipologia di febbre riguarda un’elevazione lieve, che non va oltre i 38 e mezzo e che quindi dura per pochi giorni senza l’associazione di tosse, raffreddore, vomito e mal di pancia, e ancora priva di manifestazioni cutanee particolari. Infatti, nel caso in cui dovessero presentarsi queste altre caratteristiche, non si tratterebbe di semplice “febbretta“, ma di un’altra malattia che ovviamente deve esser constatata unicamente dal pediatra.

La caratteristica principale della febbre di crescenza è nel sorprendente aumento in altezza di alcuni centimetri nei piccoli pargoli una volta guariti. Praticamente si associa al salire della temperatura una determinata elevazione fisica nel figliolo e questo soprattutto, secondo le spiegazioni non scientifiche delle nostre nonne, avviene perché l’organismo del bambino, è impegnato a contrastare il malessere, e quindi trovandosi sotto “sforzo”, risponde con un determinato allungamento della statura stessa.

Gli scatti di crescita non avverrebbero solo grazie alla scuola che sviluppa la mente o al cibo che permette di aumentare di peso e di altezza, ma sarebbero quindi riscontrabili anche dopo qualche giorno di febbre. Resta sempre indispensabile l’osservazione dell’evolversi dell’innalzamento della temperatura stessa nel bimbo da parte del genitore e poi del medico, per verificare o meno la motivazione della malattia, prima di somministrargli un “cocktail di medicine ” a volte anche inutili.

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell'Università "La Sapienza". Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e "rubando" i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco. Email: c.spedaliere@passionemamma.it

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