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Non mi dice mai cosa fa all’asilo: come farmi raccontare la sua giornata?

I bambini non sono tutti uguali. Ci sono piccolini estroversi e chiacchieroni che amano raccontare le loro attività alla mamma ed a tutti coloro da cui sono circondati, altri più riservati e taciturni. Alcune mamme si lamentano perchè vorrebbero sapere dai figli come hanno trascorso la giornata all’asilo; spesso vengono liquidate con un “non mi ricordo” oppure con un “tutto bene” e nonostante le numerose ed incalzanti richieste non riescono ad ottenere alcuna risposta.

I bambini non si raccontano per diversi motivi: molti non sono abituati a descrivere ciò che, di volta in volta, accade loro. Di solito sono sempre in compagnia di un adulto che, quando non si tratta dei genitori, riferisce poi tutto quello che è avvenuto.

Inoltre, nella fase dell’asilo ancora non hanno chiara la percezione del tempo, concetto astratto di cui acquisiranno padronanza solo più avanti; per loro è difficile distinguere la mattina dal pomeriggio, addirittura dal giorno precedente e ciò rende impossibile elencare le attività svolte in modo consequenziale.

Per questo motivo i bambini più grandicelli iniziano a raccontare la giornata dalle ultime attività svolte. Infine un altro motivo è inerente al fatto che i più piccoli sono convinti che i genitori sanno sempre cosa accade loro, indipendentemente dal fatto che siano o meno presenti.

Come possiamo fare, allora, per sapere qualcosa da loro? Alcuni autori della psicologia evolutiva suggeriscono di accogliere il bambino all’uscita di scuola, abbassandosi in modo da poterlo guardare negli occhi e abbracciarlo. Fargli capire che ci siamo e che gli vogliamo bene, indipendentemente dalla giornata trascorsa e magari chiedergli semplicemente se sta bene. Il bambino potrebbe non avere voglia di rispondere, quindi sarebbe assurdo incalzare con domande indagatrici.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di raccontargli alcuni episodi della nostra giornata. Ai bambini piace sapere cosa fanno i genitori quando non sono con loro e in questo modo li invitiamo indirettamente a raccontare anche momenti della loro giornata. Ad esempio la mamma può dire:”oggi la mia collega ha portato dei biscotti buonissimi per festeggiare il suo compleanno!”, oppure “la mamma, pasticciona, ha cotto troppo il sugo e la pasta non era buona! Tu cos’hai mangiato?”, ancora “oggi ho dovuto fare un lavoro difficile, inizialmente non avevo voglia poi ci sono riuscita e ora sono contenta di averci provato!”.

Un altro metodo può essere quello di ritagliarsi uno spazio con il bambino per poter giocare insieme, leggere una fiaba, scambiarsi delle coccole. Attraverso il personaggio di una fiaba possono emergere stati d’animo vissuti all’asilo e non espressi per paura di essere criticati, o comunque giudicati. Anche un disegno può aiutarci a esprimere emozioni di gioia o di disagio. E proprio attraverso i suoi stessi strumenti possiamo aiutarlo a superare le difficoltà, magari facendo vivere al personaggio della fiaba una possibile soluzione al problema in questione, concordata con il bambino o disegnata insieme.

Forse in alcuni casi la soluzione non è semplice da trovare, sicuramente la presenza attenta e amorevole di mamma e papà aiuta a sentirsi meno fragili. Non importa se i genitori non sanno esattamente tutto quello che il figlio ha fatto all’asilo, l’aspetto più importante è che il bambino sappia che sono sempre pronti ad accettarlo e ad accompagnarlo nelle varie fasi della crescita e che tutte le volte che vuole e che ha bisogno sono disponibili ad ascoltarlo.

Mi occupo di genitorialità, prevalentemente, dall'accompagnamento alla nascita fino alla prima infanzia, in qualità di Counselor Professionista, Insegnante di massaggio Infantile e Prenatal Tutor , crescendo, insieme a tante mamme, grazie al prezioso sostegno dei miei bambini Email: t.runco@passionemamma.it

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