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Perché sono contraria a postare foto dei miei figli sui social

Ho due figli meravigliosi, buffi, simpatici, pieni d’inventiva e belli da vedere. Nonostante questo… le foto dei loro bei visini non compaiono affatto sulle mie bacheche in Facebook o altri social network.

Sono tendenzialmente contraria a postare le immagini dei miei bambini sui miei profili social. Non nego che potrebbe rappresentare un metodo per coinvolgere amici e parenti lontani nei graduali progressi che i bambini compiono giorno dopo giorno.

Ho l’impressione, però, che anche impostando la privacy al grado più alto, mettere online le immagini dei loro piccoli prodigi rappresenti una violazione della loro privacy, nonché qualcosa davvero troppo complesso, perché loro possano capirne le ragioni.

Gli adulti tendono spesso a sottovalutare l’intimità dei bambini: basta pensare a quante persone, per strada, mettono materialmente le loro mani (magari sporche!) nella culla spinta da una mamma che non conoscono neppure lontanamente, perché attratti dalla meraviglia di un neonato che dorme beato. A me è capitato e capita spesso e mi chiedo se queste persone vengono per caso accarezzate, per strada, da perfetti sconosciuti o se qualcuno, mentre dormono di notte nei loro letti, entra in casa per scoprirli per poi chiedere loro “se stanno dormendo”. Ecco: postare le foto dei miei bambini online, dal mio punto di vista, è analogo a lasciare che un numero potenzialmente elevato di persone accarezzino, tocchino, sbaciucchino i loro visini per strada o in piazza. Non lo permetterei, mai, anche con le migliori intenzioni.

In effetti, il rispetto dell’identità e della specificità del bambino si trova anche nella Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia che, all’articolo 16, recita: Tutti i bambini hanno il diritto di avere una vita privata, nessuno deve intromettersi, spiarli in casa e fuori casa, o controllare la corrispondenza. Nessun adulto può permettersi di insultare, offendere o accusare ingiustamente un bambino. Sono dell’opinione che diffondere spesso, senza criterio e magari con eccessiva ironia immagini buffe o decontestualizzate dei propri figli sia come farli spiare in situazioni imbarazzanti: fareste mai spiare, anche da un amico di famiglia, il vostro bambino alle prese con lo spannolinamento? E’ solo un esempio strampalato, che però può fare riflettere.

A questo, si sommano anche gli eventuali pericoli della rete: non è così frequente da doverci terrorizzare, naturalmente, ma può capitare di imbattersi in persone più o meno note che utilizzano immagini di bambini, magari i nostri, con fini poco ortodossi, dalla microcriminalità agli eccessi del commercio e della pratica pedopornografica.

Certo, non ci si può neppure chiudere completamente a riccio. Ognuno abita il proprio tempo e sarebbe, penso, un errore fingere che i propri figli non esistano, sui propri profili social. Per quanto mi riguarda, credo che una foto di famiglia, dove compaiono genitori e figli insieme, o un momento particolarmente gioioso della vita di tutti i giorni possano ogni tanto fare capolino sulla mia time-line… ma con estrema parsimonia.

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Toscana, 34 anni, giornalista da più di 10, sono mamma di Giovanna e Damiano. Su PassioneMamma.it trovate il diario settimanale della mia seconda gravidanza e tanti articoli che nascono dalla vita di tutti i giorni di una "bis-mamma". Email: a.fedeli@passionemamma.it

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