L’ossessione di sterilizzare tutto

Una lotta continua quella contro i germi: una sorta di inseguimento e conflitti incessanti quelli che le mamme praticano nei confronti di tutti gli agenti esterni potenzialmente pericolosi per i propri bambini. Proprio questa tendenza a sterilizzare diventa quasi ossessiva, nei confronti di giocattoli, cibo, ciuccio, vestiti.

Naturalmente tutto parte dall’asepsi (assenza totale di contaminazione) in sala parto e in ospedale, proprio come contrasto rispetto alle numerose morti puerperali del passato (francamente associate a totale incuranza delle norme igieniche).

Certo, la sterilizzazione potrebbe offrire tantissime garanzie ai genitori e al piccolo, ma non perché sono i neonati a necessitare di sterilità, bensì è il mondo circostante ad essere potenzialmente dannoso. Il segreto è non esagerare e non lasciarsi ingannare.

In casa il bimbo “conosce” esclusivamente le mani e le braccia di mamma, papà e qualche parente. In ospedale, invece, gli stimoli esterni sono sicuramente più numerosi ed intensi. Per questa motivazione si viene abituati a questa “mentalità della sterilizzazione”.

Ad esempio, i biberon (simbolo classico di ridotto riferimento all’ allattamento naturale) vengono sterilizzati proprio per evitare l’ aumento della carica batterica al loro interno.

A casa, però, queste pratiche ossessive, specie se continue, non hanno senso. Risultano inutili sia perché gli stimoli sono sicuramente ridotti, sia perché la totale assenza di germi è impensabile.

Sulla nostra cute vivono e dimorano quotidianamente migliaia di specie batteriche assolutamente non dannose, ma anzi necessarie. Si tratta di una sorta di “ospiti” necessari, che aiutano per giunta ad allenare il nostro sistema immunitario. Allo stesso modo, nell’ intestino esiste la cosiddetta flora batterica, proprio perché esso è colonizzato da numerosissimi microrganismi.

Nello specifico, solo nel corso della gravidanza l’intestino del feto è totalmente sterile, ma subito dopo la nascita viene “invaso” da miliardi di batteri. Infatti, i primi mesi di vita sono molto importanti per realizzare una popolazione batterica preparata e proprio il latte materno favorisce la colonizzazione da parte dei bifidobatteri, un ceppo vantaggioso per la salute del neonato.

Tutto deve essere svolto, quindi, nel rispetto delle norme igieniche e non della rincorsa del mito della sterilizzazione, ricordando sempre che (in qualsiasi contesto: dall’ alimentazione al vestiario), il rapporto genitori-figlio non deve mai trasformarsi in rapporto infermieri-paziente, per tutte queste pratiche ricche di ansie e paure.

23 anni di Catanzaro - ORGOGLISAMENTE Ostetrica. E' l' avventura più bella che potessi immaginare di vivere: testimone della vita che nasce. "Ho visto in sala parto la potenza delle cose" il mio motto. Animatrice per bambini, conduttrice di corsi di preparazione al parto, Ost.ca volontaria in Ospedale. Possiedo un master presso l' Università di Firenze, con diverse competenze ecografiche e cliniche. Email: c.polizzese@passionemamma.it

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