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Cosa fare con i bambini quando non si può andare in vacanza

Se si deve rimanere in città con famiglia e bambini perché si lavora o perché non ci si può permettere le vacanze, come organizzarsi in città? Sembra che con la crisi le abitudini delle famiglie cambino, come abbiamo raccontato varie volte, anche a proposito delle vacanze: sono il 58%, secondo il Censis, le famiglie che non vanno in vacanza per motivi economici.

Ma se si vive in grandi città sicuramente ci sono tante attività per non far annoiare i bambini, da soli o con i genitori. Le vacanze in città sono possibili!

Ci sono i campi estivi di cui abbiamo già parlato, ma certo per una famiglia che ha problemi economici due mesi di campo estivo (luglio/agosto) sono tanto dispendiosi. Allora si può pensare di organizzare o cercare qualcosa nel proprio quartiere. Usare il municipio di zona o la parrocchia per cercare altri genitori che rimangono in città per gli stessi nostri motivi, e che vogliono far passare delle belle vacanze ai loro bambini, anche se loro lavorano.

Mettere degli annunci per cercare genitori, mamme o papà, che semmai non lavorano e che si organizzano coi propri bambini per fare attività estive in città e che semmai vogliono portare anche i nostri figli in giro, dividendo le spese o il tempo; facendo dei turni: semmai noi possiamo tenerli nei weekend, quando non lavoriamo.

Una volta trovato degli adulti disponibili, che non sia la classica baby sitter, che si può pagare anche quella più famiglie insieme, ma anche un genitore disoccupato a cui può far piacere lavorare con i propri e gli altrui bambini. Le città, specie quelle più grandi offrono sicuramente tante attrattive. Possibilità di gite nei luoghi d’arte, quelli ci sono in ogni centro italiano, anche piccolo! Riscoprire insomma la propria città come se fossimo in un luogo di vacanza che dobbiamo visitare consultandoci o portandoci anche dietro una guida.

Anche per i bimbi più piccoli, l’idea semmai di affidarli ad altri genitori, che si conoscono già, è sicuramente più rassicurante, che lasciarli a baby-sitters, anche esperte, ma che semmai non hanno figli!

Alternare attività educative con attività di giochi: la classica piscina o il mare, se si ha la fortuna di averlo comunque vicino. Ci sono le fontane in città dove, se c’è poca gente, si possono organizzare battaglie memorabili! O in strade più deserte con l’estate si possono organizzare le gare con i passeggini dei fratellini o con i pattini e il monopattino, in cui gareggiano anche gli adulti, per una maggiore sicurezza! Organizzare letture di fiabe ad alta voce nei parchi o piccoli spettacolini nei cortili.

Scoprire le storie della nostra città, della guerra semmai, dei partigiani o più lontane e proporre degli itinerari a tema ai nostri bambini, con anche semmai piccoli tornei medievali per esempio, se si vive vicino a un castello. O fingere di essere partigiani in fuga sulle montagne se si vive in Romagna o al Nord.

Contattare i turisti veri stranieri o non, che vediamo girare nella nostra città e organizzare scambi culturali, giornate insieme, per far conoscere i bambini, fargli scoprire giochi nuovi, lingue diverse; ci vuole poco a superare le diffidenze degli adulti quando si è con dei bambini.

Insomma con un po’ di fantasia e senza demoralizzarsi o sentirsi degli sfigati perché non si può andare in vacanza, si possono far divertire i nostri bambini, fargli fare delle vacanze da ricordare anche in città, fargli vivere esperienze nuove anche stando a pochi km da casa. E poi la sera quando tornano a casa da voi, che tornate da lavoro, quante cose avranno da condividere e raccontarvi! Ricordate a tale proposito di fargli tenere un diario delle loro attività, dove annotare la sera o durante la giornata pensieri, impressiono o attaccare ricordi fisici dei posti e della attività fatte.

-passeggini- compiti delle vacanze mamme e figli in piscina diario_della_gravidanza
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Ho iniziato a lavorare per le mamme nel 2007, per un programma televisivo e per vari portali, e le donne mamme italiane mi hanno adottato, anche se non sono ancora una mamma come loro, si sono sentite sempre capite e ascoltate da me (così mi dicevano quando facevo la redattrice tv) e questo mi ha riempito d'orgoglio, oltre che farmi imparare tante cose sulle donne in generale. Scrivere di mamme è una cosa che mi ha messo in contatto con il lato più delicato, ma anche forte della femmine mamme italiane. Email: e.citro@passionemamma.it

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