Le carezze del papà fanno bene durante la gravidanza

Le coccole fanno bene al pancione, e anche parecchio. Da un certo momento in poi dello sviluppo del feto, lui o lei riesce a percepire sempre meglio gli stimoli che giungono dall’esterno, ovviamente sia nel bene che nel male. La futura mamma è allegra e serena? Il bebè lo sente. E’ stressata o nervosa? Lui se ne accorge. Arriva della musica dal mondo esterno? Il bebè la gradisce molto, prediligendo soprattutto quella classica. Idem per il contatto fisico, anche solo una carezza. E questo vale sia per la mamma che per il papà.

Quando dal pancione ci arriva un colpetto, automaticamente passiamo la nostra mano sulla pancia nel punto esatto in cui abbiamo sentito quel dolcissimo ‘toc toc’. E anche se non dovessimo credere alla medicina naturale, è bene sapere che dalla nostra mano parte un flusso di energia che raggiunge direttamente il nostro bambino che, in questo modo, inizia a instaurare un legame con la sua mamma.

Dobbiamo sapere che la sensibilità al tatto compare presto, intorno alla settima settimana di gravidanza nella zona della bocca, alla decima coinvolge viso e genitali, alla dodicesima mani e piedi. E’ soprattutto attraverso il liquido amniotico che il bambino riesce a percepire una serie di vibrazioni che formano una sorta di dialogo sentimentale tra pancione ed esterno importante per lo sviluppo affettivo del nascituro.

Ciò vale ovviamente anche per il futuro papà che fin dalla gravidanza della propria partner deve condividere assiduamente quell’esperienza che sta per stravolgere anche la sua esistenza, non soltanto quella della futura mamma, soprattutto per non correre il pericolo di sentirsi escluso dalla via del neonato dopo il parto.

E’ stato provato come la presenza del papà durante i vari esami ecografici sia molto importante e come il bebè si accorga se a toccarlo attraverso la pancia sia la mamma oppure il papà.

Porte spalancate, dunque, alle carezze del papà sul pancione, ai bacini, alle parole sussurrate al bebè, tutti gesti dolcissimi ma anche preziosi per il rapporto (un convegno ne ha spiegato tutti i cambiamenti sopraggiunti nel tempo) che in futuro il nostro compagno costruirà con il bambino.

Senza dimenticare che questi gesti fanno bene anche alla donna che in questo modo si sente doppiamente amata e più serena, psicologicamente forte per affrontare il cambiamento profondo della gravidanza e della prossima nascita.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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