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A quanti mesi si può fare il primo bagno al mare?

Chi ha partorito nei mesi estivi avrà la gioia di godersi le vacanze al mare con il proprio cucciolo. Inevitabilmente, però, ci si domanda come ci si debba comportare circa l’organizzazione logistica per il bebè, il sole, il mare, la sabbia. Sicuramente bisognerà abbandonare vecchie abitudini come passeggiate avventurose in strade scoscese, spiagge desolate, o restare in spiaggia senza orari e senza ombrellone, ma questo verrà da sé. Sull’esposizione dei bambini al sole c’è abbastanza informazione, la domanda che invece rimane più spesso irrisolta è: quando si può fare il primo bagno al mare ad un neonato?

Molti genitori sono ansiosi di far fare questa esperienza al proprio bambino, tuttavia bisogna essere cauti. Da un lato è vero che il neonato fino a sei mesi conserva il riflesso automatico della apnea, perché per nove mesi abituato a vivere in un ambiente acquatico, che per lui è sicuramente piacevole, come avrete potuto sperimentare con il bagnetto. Ma dall’altro lato non bisogna dimenticare che il mare non è il liquido amniotico.

Il liquido amniotico è piacevole per un bambino non solo perché è acquatico, ma soprattutto perché ha una temperatura ideale ed è un ambiente accogliente e protetto. Il mare non ha queste caratteristiche: la sua temperatura è fredda e potrebbe risultare molto sgradevole per un bambino piccolo, e in più il suo essere sconfinato potrebbe essere molto poco rassicurante per lui. Senza contare che la pelle dei neonati è molto sensibile e se il mare presenta al suo interno delle sostanze inquinanti potrebbero svilupparsi funghi ed eritemi.

Pertanto è sconsigliato il bagno al mare fino al compimento dei sei mesi. Il contatto con i piedini è possibile anche prima, ma l’impatto con il freddo potrebbe dargli un ricordo negativo del mare e minare la riuscita dei tentativi successivi, quindi meglio aspettare. A sei mesi il primo bagno deve essere lento e graduale, deve possibilmente avvenire in più giorni. Prima è bene sedersi insieme sulla riva e permettere al bambino di osservare il movimento dell’acqua e di toccarla con i suoi tempi, di giocarci e di capire che è un elemento divertente e senza pericoli.

Se passerete un’oretta con lui a giocare sulla riva, il giorno dopo sarà il bambino stesso a chiedervi di rifarlo, e a questo punto potrete spingervi un po’ più in là, sempre senza forzare: se notate che ha paura fermatevi, tornate indietro e rassicuratelo. Se non vuole saperne non serve insistere, si può aspettare il giorno successivo. Fondamentale perché gli piaccia è che l’impatto con l’acqua non sia “fredda”: cominciare dalla riva permette appunto al corpo di adattarsi alla temperatura.

Quando riuscirete a immergervi completamente tenete il suo sguardo rivolto verso di voi e la testa alta, sollevando il mento con i pollici per evitare che beva. Non dimenticate un cappellino sulla testa e il costume apposito per neonati, una specie di piccola muta che protegge anche dai raggi solari. Dopo il bagno sciacquate sempre il bambino con acqua dolce, asciugatelo bene, tra le dita dei piedi e nelle orecchie, e rivestitelo con indumenti asciutti.

Anche da ostetrica mi domando spesso come sia possibile che dentro le donne crescano bambini. Amo il fitness e mi occupo di corsi di ginnastica Prenatale e post-natale. Mi piace cantare, ballare, scrivere, recitare e cucinare, ma non so fare niente di tutto questo! :) Email: g.landy@passionemamma.it

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