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A cosa serve prendere l’acido folico prima di rimanere incinta

Nell’elenco delle buone abitudini da seguire quando si decide di provare a rimanere incinta (quali sono i cibi che favoriscono il concepimento?) c’è sicuramente quella di assumere la giusta dose giornaliera di acido folico (quando assumerlo?), considerato il principale integratore del periodo preconcezionale.

Di solito la dose raccomandata (ma ovviamente sarà il nostro ginecologo a consigliarci quella giusta per ogni donna) è pari a 0,4 mg al giorno, tuttavia ci sono casi particolari dove bisogna assumerne di più (per esempio nel caso delle donne obese, con diabete insulino-dipendente e nelle future mamme epilettiche).

L’acido folico va preso almeno un mese prima del concepimento e ininterrottamente per i primi tre mesi di gravidanza per prevenire potenziali disturbi del tubo neurale, per esempio la spina bifida.

Cos’è l’acido folico? Si tratta di una vitamina del gruppo B presente in natura che, come abbiamo poc’anzi accennato, è estremamente utile già prima del concepimento e poi durante la gravidanza per prevenire eventuali malformazioni del tubo neurale nel feto, che poi si trasformerà nel cervello e nel midollo spinale del bambino. Studi hanno dimostrato che assumendo la dose giornaliera di 4 millesimi di grammo di acido folico vi sarebbe una riduzione di 40% di bambini affetti da difetti del tubo neurale.

Addirittura secondo uno studio pubblicato anni fa su The Lancet se la dose giornaliera di acido folico prescritta alle donne aumentasse fino a 5 mg al giorno si riuscirebbe a ridurre in maniera sostanziale il rischio di DTN, appunto il disturbo del tubo neurale.

Inoltre si consiglia di assumere folati, la forma in cui l’acido folico è presente in natura, anche attraverso la dieta. Sono presenti nelle verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga); nelle arance (e il succo di arancia dal concentrato); nei legumi; nei cereali; nei limoni, kiwi e fragole.

Sembra che l’acido folico contribuisca anche a diminuire il rischio di altre malattie per il bimbo, per esempio difetti di formazione delle labbra e del palato, alcune cardiopatie, difetti degli arti e malformazioni delle vie urinarie.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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