Quanta acqua deve assumere il bambino a svezzamento iniziato?

Lo svezzamento nel bambino è un momento molto importante di cambiamento. Infatti indica il passaggio da un’alimentazione basata solo sul latte, ad una più varia in cui si ha l’introduzione di alimenti inizialmente semi solidi e poi solidi. Molte di noi mamme riteniamo che il momento dello svezzamento sia un passaggio particolarmente delicato, quasi traumatico: c’è in gioco la crescita del proprio bambino,una maggiore responsabilità che comporta implicazioni di carattere psicologico.

Se al momento del pasto il piccolo rifiuta il cibo diverso come può essere aiutato nel modo più giusto? Occorre presentargli due portate oppure un piatto unico, apparecchiando con piattini, posatine e bicchierino? Il bambino deve rimanere colpito dalla qualità degli oggetti, in particolare dai disegni e dai colori, attratto come fossero dei giochi?Ormai tutto e di più si trova in un qualsiasi reparto specializzato in cose da bambini.

Tuttavia non facciamoci travolgere dalla pressione dei mass-media, pensiamo anzitutto alla salute del bambino. E qui arriva la domanda fondamentale: e l’acqua? Quanta ne deve bere? Quale acqua scegliere?

Ecco alcuni consigli:

  • non esiste la giusta quantità: il bambino si regola da solo su quanto bere durante le 24 ore. E’ perciò importante lasciare sempre a disposizione del bambino l’acqua;
  • il bambino non ha bisogno di bere solo durante il pasto, anzi magari in questo delicato momento non sente proprio la necessità di bere. Potrebbe sentire sete durante momenti diversi della giornata; per questo è importante quanto scritto nel punto precedente;
  • se il bambino rifiuta l’acqua non c’è nulla di cui preoccuparsi. Infatti il bimbo assume già abbastanza liquidi attraverso il latte, il brodo vegetale delle pappe, la frutta…
  • non esiste un’acqua migliore. L’importante è che abbia un gusto gradevole e che piaccia al vostro bambino. Quindi va bene sia in plastica che in vetro,anche quella del rubinetto se è di buona qualità;
  • è consigliabile offrire l’acqua in modalità diverse a seconda dello sviluppo del bambino. Perciò si potrà iniziare con il cucchiaino, per poi passare al bicchiere-biberon ed arrivare infine al bicchiere da “grandi”.

Benedetta Lomonaco

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