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Quando il bambino tira i capelli alla mamma: come farlo smettere?

Il mio Francesco praticamente ha iniziato a farlo pochi mesi dopo la sua nascita e non ha ancora smesso: infila le sue manine cicciottelle tra i miei capelli e le lascia lì così, senza tirarli (a volte capita anche quello), semplicemente toccandoli oppure facendosi fare il solletico sulle braccia. Al momento di addormentarsi (per il pisolino pomeridiano o la nanna notturna non fa differenza) la mia chioma diventa la sua personalissima copertina di Linus, non vuole null’altro. Ma lo fa anche in altri momenti della giornata, quando mi chino per allacciargli le scarpe, sto leggendo sul divano o mangiando. Risultato: lui si rilassa e io dopo circa tre anni mi ritrovo con una capigliatura tipo Mafalda (senza parlare di quelli che perdo, tipo caduta post parto). Sempre.

Leggendo qua e là si scopre che quello di toccare o tirare i capelli della mamma è una sorta di rito ancestrale che dura dalla notte dei tempi. Gli esperti lo catalogano come un gesto ‘adattivo etero diretto’, ovvero rivolto specificatamente verso un’altra persona. Se ci pensiamo bene, può capitare anche a noi adulti: per esempio mentre parliamo con qualcuno tocchiamo il suo braccio in modo da adattarci all’ambiente in cui ci troviamo in quel momento.

Nel caso del mio bimbo e di tutti gli altri che afferrano i capelli materni, è una sorta di domanda fatta a gesti del tipo “Mamma, sei ancora con me?” quasi a volersi sincerare che il contatto continui anche quando lui chiuderà gli occhi e non vedrà la sua mamma per la durata del sonno. E’ un modo per iniziare ad abituarsi a una nuova situazione.

Il consiglio degli esperti è di non interrompere questa ritualità: sarà il bambino, un giorno all’improvviso, a non farlo più quando avrà preso la piena consapevolezza che la sua mamma c’è sempre. E personalmente non lo so se quel giorno sarò troppo contenta…

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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