foto_peluche
Ha perso il suo giocattolo preferito: che fare?

Si chiamano comunemente ‘oggetti transitori’ o ‘transazionali’ e sono quelle cose a cui in bimbo si affeziona in maniera particolare fin dal primo anno di età, aiutandolo a superare in maniera più serena situazioni che possono creare un disagio. La temporanea assenza della mamma, per esempio. Certamente il giocattolo preferito di un bambino rientra pienamente in questa categoria ed è per questo motivo che quando lo perde si rischia la tragedia.

Un orsacchiotto, una bambolina, anche una copertina possono diventare veri e proprio compagni di gioco dei nostri bambini, se non addirittura di più. Sono oggetti capaci di rassicurarlo quando sente il bisogno di protezione, di consolarlo nei momenti di tristezza, di divertirlo quando ha semplicemente voglia di giocare.

In poche parole, il gioco preferito riesce a ‘sostituire’ temporaneamente il ruolo della mamma e questo è anche il segnale che nostro figlio sta sviluppando una certa autonomia dalla figura materna (a proposito, come insegnarla?).

Ovviamente può capitare che il giochino preferito scompaia all’improvviso, magari dimenticato sulla panchina al parco, lasciato nel carrello del supermercato o a casa dei nonni. Insomma: volatilizzato. Magari lì per lì il bambino può anche non farci caso, ma al momento della nanna sicuramente cercherà il suo gioco preferito e allora saranno guai.

In questo caso dobbiamo rassicurare il bimbo spiegandogli che cercheremo subito il suo gioco ma che potrebbe anche accadere di non ritrovarlo più. E se effettivamente le cose andranno così, cerchiamo di tenere subito pronta un’alternativa, magari dicendogli che andremo in un negozio per trovare un nuovo amichetto del cuore, oppure di cercare insieme tra gli altri suoi giocattoli uno che possa sostituire quello perso.

Non diamo per scontato che il piccolo trovi subito il degno sostituto e si abitui tanto presto all’idea di non vedere più il suo amatissimo peluche. C’è bisogno di molta pazienza, probabilmente piangerà di nuovo e lo cercherà in determinate situazione (per esempio al momento della nanna) e noi dovremo coccolarlo e consolarlo, senza raccontare bugie su un probabile ritorno a casa dell’orsetto perduto.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *