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Girello: tutto quello che c’è da sapere

Girello, sì o no? E’ questa una delle domande che più frequentemente ci poniamo quando il nostro bambino raggiunge l’età giusta per iniziare a scorrazzare per casa con questo attrezzino a più ruote. L’accusa che più comunemente viene mossa al girello è che allontanerebbe il giorno in cui il bimbo inizia a camminare. Personalmente spezzo una lancia a favore di questo giochino, utile per i genitori (che così riescono momentaneamente a liberarsi dal peso del bimbo in braccio) e adorato dai bebè: il mio Francesco ha scarrozzato per mesi sul girello e ha iniziato a camminare perfettamente sulle sue gambe a partire dai 14 mesi.

Ovviamente il girello va tenuto d’occhio costantemente per evitare che da gioco divertente si trasformi in fonte di pericoli per nostro figlio.

Di positivo c’è il fatto che, una volta al sicuro nel suo girello (non prima dei 4-5 mesi) inizia ad avere i primi contatti ‘indipendenti’ con il mondo che lo circonda, per la prima volta è libero di muovere gambe e braccia senza essere circondato dalle braccia di un adulto. Ha una maggiore facilità e libertà di movimento, inizia ad esplorare l’ambiente.

Ma secondo pediatri e specialisti c’è il proverbiale rovescio della medaglia: proprio perché il bimbo si sente autonomo, potrebbe raggiungere oggetti potenzialmente pericolosi o addirittura tentare la discesa delle scale di casa.

Poi c’è l’altro fattore, secondo molti, negativo a cui abbiamo già accennato, e cioè la convinzione che l’utilizzo del girello potrebbe ritardare l’apprendimento dell’equilibrio e la coordinazione dei movimenti. Il fatto è che lì dentro il bimbo tende a spingersi, in avanti o indietro, e lo fa in punta di piedi, mentre per iniziare a camminare deve imparare a stare in equilibrio in posizione dritta.

Ovviamente, a parte i casi personali, come tutte le cose anche il girello non dev’essere usato eccessivamente, non dobbiamo mettere lì nostro figlio e lasciarlo scorrazzare per ore: bisogna farne un uso sapiente, non un abuso che ovviamente sarebbe deleterio.

Sul mercato oggi si trova una versione ‘nuova’ del girello con la base fissa che permette al bimbo di camminare esclusivamente nell’area di appoggio. Altri modelli hanno proprio la base di appoggio più larga della media delle porte il che impedisce al bimbetto di passare da una stanza all’altra di casa senza che gli adulti non se ne accorgano, rendendo il gioco più sicuro.

Un girello a norma deve avere una struttura di metallo che forma una base ampia e solida munito di un bordo in plastica da usare come paraurti, a volte rinforzato da una striscia antiurto. Sotto il bordo sono fissate 6-8 ruote. La struttura spesso si chiude a fisarmonica grazie a un blocco di sicurezza. L’imbracatura è in plastica oppure in tessuto, sostenuta da tubi metallici. Infine c’è un vassoio di plastica che serve come paraurti e come piano di appoggio.

Per utilizzare al meglio il girello e stare sereni basta seguire poche ma necessarie regole: mai lasciare da solo un bambino nel girello; eliminare potenziali pericoli alla sua portata; rimuovere qualsiasi cosa possa farlo ribaltare; non usare il girello sul tappeto; non sollevarlo con il bimbo all’interno.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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