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Cosa fare se il bambino si ammala in vacanza

Spesso succede che proprio durante le tanto attese vacanze il proprio figliolo si ammali, rendendo impossibile quel periodo di ferie dove in realtà doveva esserci relax per tutta la famiglia. Innanzitutto si deve cercare di mantenere la calma anche se si è lontani dalla propria città o peggio ancora dalla propria nazione, e capire da cosa possa dipendere il malessere del bambino, ricordando la possibile causa scatenante e se essa dipenda o meno da qualcosa che ha fatto proprio durante la vacanza, oppure se ha incubato un’eventuale malattia da prima della partenza.

Bisogna cercare di contattare in tutti i modi il proprio pediatra per spiegare dettagliatamente i sintomi; ovviamente se si tratta di una semplice influenza, la diagnosi sarà possibile anche telefonicamente, altrimenti meglio recarsi alla guardia medica più vicina. Essenziale, però, è che quando si prepara la valigia, oltre a portare la tessera sanitaria del figliolo, si porti con se anche uno zaino contenente il kit medico del viaggiatore, così che paracetamolo, termometro, gocce per eventuale raffreddore e sciroppo per la tosse siano subito disponibili nel caso di improvvisa malattia del bambino.

Va ricordato che se si è in luoghi di mare, è meglio tenere il bambino lontano dal sole, magari in un ambiente riparato, ma fresco. Se invece si è in montagna bisogna valutare la temperatura per decidere se far prendere aria o meno al piccolo. Infine, se la vacanza vi ha portati in una città straniera, oltre a considerare la situazione meteorologica, è bene munirsi di un vocabolario che riesca a tradurre al meglio i sintomi del piccolo malato ad un farmacista o ad un medico.

A seconda della malattia che verrà poi diagnosticata dal medico presente nella città in cui si è, si valuterà l’eventualità di ritornare a casa, avendo però presente le ore di viaggio che il piccolo malato dovrà affrontare. Potrebbe infatti insorgere durante il tragitto con la macchina anche il mal di auto e per il bambino significherebbe un’agonia e uno stress maggiore, perciò bisogna considerare anche l’opzione di procedere almeno la prima parte delle cure nel luogo di vacanza. E’ vero magari ciò vi costringerà a restare chiusi in hotel e a fare delle nuotate a turni con il proprio partner per assicurare assistenza al malatino, ma almeno una parte della vacanza sarà sfruttata.

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell'Università "La Sapienza". Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e "rubando" i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco. Email: c.spedaliere@passionemamma.it

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