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Come togliere il ciuccio? I consigli più utili

E’ uno dei primi, veri momenti di crescita del nostro bambino: l’addio al tanto amato ciuccio (sul suo utilizzo ci sono sì e no). Un passaggio obbligato e necessario soprattutto perché, come pediatri e dentisti affermano, un uso prolungato del ciucciotto può compromettere un corretto sviluppo della bocca e della dentizione. Dunque, mamme e papà alla lettura, sappiate che presto o tardi (meglio presto) arriverà il giorno in cui bisognerà armarsi di pazienza e un pizzico di fantasia e aiutare nostro figlio a dire ‘bye bye’ al suo preziossimo amico. Come fare?

Prima di vedere qualche consiglio utile per fare in modo che il distacco non sia eccessivamente traumatico per il bimbo, vediamo cosa non bisogna assolutamente fare più o meno per le stesse ragioni.

Per esempio non far sparire il ciuccio di punto in bianco senza ‘preparare’ il bambino, specie se è già grandicello e si porrà inevitabilmente delle domande. Inoltre evitiamo di prenderlo in giro mettendolo in ridicolo magari con amichetti, fratellini e altri ragazzini che hanno già detto addio al ciuccio.

Esattamente come succede con il pannolino, evitiamo di togliere il ciuccio in momenti particolari della vita familiare come può essere l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, un trasloco, l’inserimento al nido o mamma che torna al lavoro. Scegliamo un periodo ‘normale’, senza grossi stress emotivi. Essenziale, inoltre, non fare dietrofront: quando decidiamo di eliminare il ciucciotto dev’essere una decisione definitiva.

Come primo approccio potremmo decidere per una eliminazione ‘soft’, ovvero graduale stabilendo dei momenti della giornata in cui il ciuccio non va tenuto ma, per esempio, prestato al gatto oppure a un folletto di passaggio o ancora a Babbo Natale. E lodiamolo per questi suoi primi sforzi che non sono affatto minimi.

Quando, poi, passiamo alla fase ‘dura’, allora dovremmo andare molto di fantasia. Per esempio leghiamo il ciuccio a un palloncino e lasciamolo volare via: diventerà un uccellino o un missile spaziale, e al nostro bimbo resterà il secondo palloncino che avremo avuto cura di comprare per l’occasione.

Perché non pagare il giocattolo che tanto desidera con il ciuccio? Ovviamente dovremo metterci preventivamente d’accorso con la cassiera del negozio. Oppure raccontare l’intramontabile storia della fatina dei ciucci che di notte passa a raccoglierli e lascia nel lettino un dono speciale.

Avete mai sentito parlare dell’albero dei ciucci? Scaviamo una buca in giardino con nostro figlio e piantiamo il ciuccio e semi di fiori: nasceranno dei germogli meravigliosi proprio grazie al suo lavoro di baby giardiniere!

Infine, seguendo il detto che a mali estremi estremi rimedi, se la fantasia non basta rendiamo il ciuccio ‘sgradevole’, magari tagliando la tettarella oppure rendendolo amarognolo: certo non un modo soft, ma probabilmente risolutivo.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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