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Centri estivi per bambini: tutte le informazioni

I genitori che lavorano, arrivati alla fine dell’anno scolastico dei propri figli, iniziano a preoccuparsi di come far passare la giornata alla propria prole che, dopo mesi di scuola, si ritrova libera da impegni. Chi può, opta per mini vacanze, oppure chiede aiuto ai nonni o alla baby sitter, altrimenti, un’ottima alternativa sono i centri estivi o campi giornalieri, pronti ad accogliere i giovani durante l’assenza lavorativa quotidiana dei genitori.

Il campus estivo inizia a partire dalla chiusura delle scuole, terminando per la maggior parte dei casi nelle settimane centrali di agosto; la quota generalmente è irrisoria se si considera che i figlioli sono accolti dalla mattina al tardo pomeriggio, e va pagata mensilmente. Sono presenti in tutta Italia, in ogni quartiere, alcuni offrono dei multi servizi di qualità, collocati in determinate zone più facoltose della città e quindi sono meno accessibili alle famiglie di ceto medio, ma comunque esistono per fortuna anche quelli collegati alle parrocchie, al comune o alle scuole stesse.

I centri giornalieri predispongono generalmente di palestre, piscine o strutture adibite per far svolgere determinate attività ricreative. Molti offrono corsi di inglese, nuoto, teatro, fotografia, calcio, musica, pallavolo ecc. A questi laboratori possono partecipare a seconda del regolamento predisposto dal campo, bambini dalla scuola materna fino a ragazzi che frequentano le scuole superiori. Il team è formato da competenti nel settore, capace di sorvegliare ed educare in una determinata disciplina i giovani scolari in pausa estiva.

Vengono proposte anche gite al mare, nelle fattorie didattiche o in luoghi freschi vista la stagione, e per definire l’appartenenza al determinato gruppo, i frequentanti dei centri indossano delle divise composte da maglia, pantaloncino e berretto uguale al leader che li segue. Questi luoghi di ritrovo estivi non devono essere considerati dai bambini e dai ragazzi come il secondo posto deputato allo studio, bensì devono mantenere soltanto la disciplina scolastica per svolgere attività di impegno ludico. I genitori invece, non devono “parcheggiare” semplicemente i propri figli in queste strutture, ma con loro hanno il compito di scegliere quella migliore, la più adatta al proprio bambino, pronto ad apprendere, giocando, una nuova disciplina.

Sono laureata in Arti e scienze dello spettacolo Teatrale dell'Università "La Sapienza". Mi occupo di teatro recitando in diverse compagnie, e da quando sono madre amo raccontare ciò che vivo con il mio bimbo studiando scrupolosamente e "rubando" i racconti delle mie amiche madri per poi trascriverne il contenuto. Approdo al Blog con la voglia di creare confronti fra genitrici proprio come si farebbe su di una panchina di un parco. Email: c.spedaliere@passionemamma.it

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