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Carie precoci nel bambino: perché arriva e come si cura

E’ nota come ‘Sindrome da biberon’, colpisce i bambini tra i 3 e i 4 anni ed è caratterizzata dalla comparsa di una carie precoce che può degenerare e coinvolgere tutto i dentini da latte. Diffusa nei Paesi industrializzati, supera il 70% di diffusione in quelli in via di sviluppo colpendo soprattutto le fasce più deboli della popolazione. E’ una vera e propria malattia sociale, dunque.

I bambini affetti da carie precoce presentano le corone degli incisivi e dei molari visibilmente rovinate, addirittura i dentini possono ridursi alle sole radici. Dapprima c’è una fase di indebolimento e demineralizzazione, appaiono quasi fatti di gesso; poi, se la carie avanza, compaiono le tipiche macchie brunastre. Ovviamente non mancano altri segnali come il dolore, gli ascessi, la presenza di fistole.

Spesso accade che il dente sia già talmente malato da non poterlo curare, e quindi non resta altro da fare che estrarlo. In questo modo il bambino rischia di perdere prematuramente i denti da latte con tutte le conseguenze del caso, per esempio disfunzioni nella deglutizione, nella fonazione e nella pronuncia corretta delle parole.

Da non dimenticare che la perdita dei dentini può comportare anche la chiusura degli spazi essenziali, per questo i denti permanenti corrispondenti potrebbero uscire negli spazi sbagliati alterando il combaciamento naturale tra le arcate. Da non sottovalutare l’aspetto estetico del problema.

La ‘Sindrome da biberon’ è dovuta soprattutto alle cattive abitudini alimentari che i bimbi possono assumere fin dalla primissima infanzia, per esempio abusare di tettarelle intinte nello zucchero e nel miele, farlo addormentare mentre beve acqua, camomilla o latte zuccherati, dargli dolcetti industriali e succhi troppo zuccherati. Regola generale: mai troppo zucchero.

Quindi, come spesso accade, anche in questo caso prevenire è meglio che curare. Come? Limitando l’apporto di zuccheri, insegnando ai bambini un’igiene orale scrupolosa (spazzolino da denti: quando e come), limitando l’estensione delle lesioni dovute alla carie.

Giornalista per caso e mamma per scelta, da oltre dieci anni mi diletto con la scrittura collaborando con quotidiani della provincia di Latina, emittenti tv e siti web. Poi, nel 2012, lo 'scoop' della mia vita, mio figlio Francesco, oramai la mia principale fonte d'ispirazione. Email: r.recchia@passionemamma.it

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